Squalo capopiatto ritrovato a Sud dello Stretto di Messina, sul litorale jonico reggino [FOTO]

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E’ stato ritrovato circa due ore fa a Lazzaro, borgo del reggino jonico, nella zona più meridionale dello Stretto di Messina, l’ennesimo “capopiatto” della stagione, considerando che qui a Reggio è ancora estate; l’esemplare è stato visto mentre galleggiava in prossimità della riva e trascinato in spiaggia da alcune persone, tra cui Enrico Merenda, che prontamente ha contattato la Guardia Costiera per agevolare l’intervento di recupero. L’Hexanchus griseus, nome scientifico dello squalo, di cui ho potuto constatare personalmente l’identificazione, è di facile riconoscimento,in particolar modo per l’assenza della pinna dorsale.
603032_10202349316595027_1975614027_nE’ uno squalo di profondità che riesce a raggiungere anche i 2000 m, con una lunghezza media di 4 m; si nutre di pesci, crostacei, carcasse di cetacei e anche di altri squali. L’esemplare, , misurava circa 2 m e si presentava in un evidente stato edematoso, con emorragie puntiformi su gran parte del corpo. E’ anche volgarmente conosciuto come “pesce vacca” o la “ vacca del mare” in quanto un tempo le sue carni erano molto apprezzate e veniva pescato attivamente, considerata anche l’abbondanza di individui. Tartarughe, delfini ed altre specie marine non-target, privi di qualsiasi valore commerciale, rimangono intrappolati numerosi nelle reti di profondità o pescati con i palangari; stessa sorte spetta agli squali, e l’esemplare di oggi non fa eccezione: pescato e rilasciato in mare e destinato inevitabilmente a spiaggiarsi.