MeteoWeb»News Meteo»Super-caldo in Italia e in Europa: imponente anticiclone di blocco dalla Libia alla Russia spinge aria molto calda verso il mar Baltico
Super-caldo in Italia e in Europa: imponente anticiclone di blocco dalla Libia alla Russia spinge aria molto calda verso il mar Baltico
Nei prossimi giorni lo scenario meteo/climatico sul vecchio continente sarà dominato da un imponente promontorio anticiclonico di blocco che dall’entroterra libico si estenderà fino all’Ucraina e la Russia europea, distendendo un asse obliquo che avanzerà fin verso la parte occidentale del Kazakistan, presentando massimi barici al suolo di oltre i 1030 hpa. La robusta struttura anticiclonica, difatti, verrà ben alimentata, lungo il bordo occidentale (ramo ascendente), da una significativa avvezione di aria calda, d’estrazione sub-tropicale continentale, che dall’entroterra algerino e tunisino si spingerà fin verso l’Europa centrale, la Svezia meridionale e le Repubbliche Baltiche, dove in quota irromperà persino l’isoterma di +10°C a 850 hpa all’altezza di Tallin e del golfo di Finlandia. Parliamo quindi di una scaldata notevole, che fra pochi giorni coinvolgerà gran parte del continente, dove di colpo si respirerà un clima tipico per la tarda primavera che per l’ultima decade di Ottobre. Questo imponente flusso caldo sub-tropicale, che dall’entroterra desertico algerino si metterà in moto in direzione del mar Baltico e dei paesi dell’Europa orientale, genererà in quota una modesta “avvezione di spessore”, ossia un flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, che comincia a crescere di quota, interessando gli strati medi e superiori della troposfera.
Questi flussi caldi, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tendono ad investire una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione). L’aumento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme). Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, sempre che non vi siano intrusioni fredde nell’alta troposfera dai quadranti sud-occidentali o occidentali (spesso responsabili dello scoppio improvviso dei violenti temporali pre-frontali che salgono il ramo ascendente di una saccatura o di una giovane ciclogenesi), favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali. Si viene cosi a formare la cosiddetta onda mobile di calore (“heat waves” per gli inglesi, i meteorologi statunitensi e canadesi) che s’innesca lungo i confini fra un’area anticiclonica, particolarmente strutturata nella media troposfera, e il ramo ascendente (bordo orientale) di una estesa saccatura che dalle alte latitudini (sub-polari) si estende verso latitudini più meridionali.
Sul bacino del Mediterraneo l’avvento delle classiche ondate di calore si delinea nell’erezione, verso nord o nord-est, di robusti anticicloni di blocco che dall’entroterra desertico del Marocco, dell’Algeria e della Libia si innalzano verso il “mare Nostrum”, venendo alimentati al proprio interno da un esteso flusso di aria calda e molto secca che viene aspirata direttamente dal Sahara centro-occidentale, più precisamente dall’area del Maghreb. In genere in queste situazioni l’aumento della “compressione adiabatica” generato dall’avvezione di spessore negli strati intermedi, le notevoli “Subsidenze atmosferiche” (correnti discendenti tipiche nelle aree anticicloniche), l’intensa insolazione e la scarsa umidità, inibita proprio dalla “compressione” verso il basso delle masse d’aria, già in origine piuttosto calde (aria sub-tropicale), comportano un sensibile aumento delle temperature che si riscontra soprattutto nei medi e bassi strati della troposfera. In tal modo l’impalcatura anticiclonica verrà ulteriormente rafforzata, al punto da estendersi fino alle quote alte della troposfera, ergendo una sorta di imponente muro che devierà verso nord-nord/est e nord il flusso perturbato, con gli annessi sistemi frontali, che entrano dall’Atlantico.
Molti di questi saranno costretti a muoversi verso la Francia e le Isole Britanniche, virando verso Norvegia e Svezia. Questa ondata di calore, pronta ad attivarsi sul lato occidentale del potente anticiclone di blocco esteso fino al sud della Russia europea e al Kazakistan, determinerà un brusco rialzo dei valori termici su una larga fetta del continente, dalla Germania fino alla Romania e all’Ucraina. L’avvezione calda verrà esacerbata dall’affondo di una strutturata saccatura oceanica, di tipo “V-Shaped”, fino al Portogallo e alla Spagna, con un asse parzialmente obliquo che si verserà con il proprio margine più meridionali fino all’entroterra del Marocco. Ciò favorirà la risalita, lungo il bordo più orientale della saccatura, di masse d’aria molto calde e secche che si muoveranno fin verso l’area alpina, parte della Mitteleuropa, la regione carpatico-danubiana, ed i Balcani.