
Ma questo non è stato l’unico problema a rovinare il primo viaggio sulla “Marmaray” di molti istanbulioti. Il treno diretto a Sirkeci, all’imbocco del tunnel nella parte europea della città, è stato fatto proseguire verso la parte asiatica. Arrivati ad Uskudar i passeggeri spazientiti hanno deciso quindi di tornare indietro usando il vecchio metodo: i grandi vaporetti che attraversano il Bosforo ogni giorno dal 1837.
La Marmaray è una ferrovia lunga circa 76 chilometri su cui si stima viaggeranno un milione di persone al giorno. Il progetto, realizzato da un consorzio di aziende turco-giapponese, è costato circa 3,2 miliardi di euro e il suo principale obiettivo è ridurre il traffico, un problema cronico della megalopoli turca.
L’Ordine degli architetti e degli ingegneri (Tmmob) di Istanbul ha criticato la maxi-opera, parlando di rischio crollo nel caso di un terremoto visto che la città sorge in un’area ad alto rischio sismico. Un’eventualità esclusa categoricamente oggi dal ministro delle Infrastrutture Binali Yildirim.
Turchia, subito blackout e blocchi per il nuovo tunnel che collega Asia e Europa
