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Una vasta “banda baroclina” alimenta i forti temporali fra Sicilia e Calabria, ma dall’entroterra africano incombe aria piuttosto calda in rotta sul meridione
Dopo i forti nubifragi che nei giorni scorsi hanno flagellato il Salento e il Metaponto, cagionando purtroppo anche delle vittime vicino a Ginosa, oggi il maltempo è tornato nuovamente protagonista sulle estreme regioni meridionali. In particolare sulla Sicilia settentrionale e bassa Calabria dove si è sviluppata una vasta “banda baroclina”, in seno alla circolazione ciclonica facente capo al vasto “CUT-OFF” centrato sopra la Francia orientale, che si è poi spostata verso il basso Tirreno, alimentando l’instabilità convettiva per via dei notevolissimi contrasti termici e igrometrici fra l’aria calda e secca sub-tropicale continentale, in risalita dall’entroterra algerino, e l’aria più fredda e umida, di provenienza oceanica, in discesa dalla Francia e dal vicino golfo di Guascogna. La “banda baroclina” non è altro che un complesso sistema di nubi medio-basse disposte su una determinata area geografica, indentificata come zona di confluenza o semplice interazione fra due tipi di masse sensibilmente diverse fra di loro, per temperature e grado igrometrico.
Nel caso specifico ci troviamo di fronte l’interazione fra aria decisamente più calda e secca in quota, di tipo sub-tropicale continentale, aspirata direttamente dall’entroterra desertico algerino verso il Canale di Sicilia ed il basso Mediterraneo, con masse d’aria più fredde, umide e instabili nei bassi strati, d’estrazione nord atlantica, che dalla Francia tendono a riversarsi verso le regioni centro-settentrionali italiane, fino al medio-alto Tirreno. Lungo la linea di demarcazione fra le differenti masse d’aria s’innescano intense turbolenze (forti correnti ascensionali che si espandono molto velocemente nell’alta troposfera), intorno la circolazione “baroclina” del “CUT-OFF” che si è isolato tra l’est della Francia e la Germania occidentale, che tendono ad esaltare lo sviluppo di intensi moti convettivi, con la conseguente formazione di imponenti “sistemi temporaleschi a mesoscala”, o “sistemi convettivi di tipo lineare”, che tendono ad evolvere molto lentamente verso levante, coinvolgendo pure la Calabria e l’area ionica. L’imponente “sistema temporalesco a mesoscala” in azione fra nord Sicilia, basso Tirreno e Calabria centro-meridionale, che sta apportando locali nubifragi con grandinate anche di medie dimensioni fra palermitano e messinese, si è sviluppato proprio al traverso di questa “banda baroclina” che ora tende a salire verso nord-est, interessando da vicino anche le zone costiere del medio-basso Tirreno.
Intanto nei prossimi giorni il tempo sull’Italia sarà influenzato da questo ampio “CUT-OFF”, isolato fra l’est della Francia e la Germania occidentale, il quale rimanendo attivo con un nocciolo freddo di -30°C alla quota di 500 hpa, verrà circondato, lungo il suo margine più meridionale, dall’afflusso di masse d’aria sempre più calde, di tipo sub-tropicale marittima continentalizzata, che tenderanno, in parte, ad eroderlo, confinandolo alla Francia orientale e alla vicina Germania occidentale. Tale “CUT-OFF” nei prossimi giorni continuerà a stazionare sopra la Francia orientale, pur cominciando ad indebolirsi e a restringersi, continuando a veicolare masse d’aria umide e un po’ instabili, dai quadranti occidentali, verso le nostre regioni centro-settentrionali, ammassando un po’ di nubi sparse che daranno origine a locali precipitazioni e persino qualche breve rovescio di pioggia, in fase di rapido esaurimento dalla mattinata domenicale. Si tratterà in genere di precipitazioni a macchia di leopardo, in fase di attenuazione dalla serata di sabato. Sulle regioni meridionali invece il tempo tenderà rapidamente a stabilizzarsi per la risali di masse d’aria piuttosto calde e secche, dall’entroterra desertico algerino, che provocheranno un sensibile aumento dei valori di geopotenziale in quota, favorendo l’avvento di ampi spazi di cielo sereni o poco nuvolosi, inframmezzati solo da locali velature e qualche nube cirriforme in quota.
Ma l’elemento saliente sarà rappresentato proprio dal forte aumento termico atteso sulla Sicilia e sul resto dell’estremo sud peninsulare, dove domenica si sfonderà il muro dei +28°C +30°C all’ombra. Le regioni meridionali, ed in modo particolare la Sicilia, faranno i conti con una tardiva ondata di calore che riporterà condizioni di tempo estivo, facendo schizzare i termometri oltre il muro dei +30°C in svariate località. Aria piuttosto calda e secca, d’estrazione sub-tropicale marittima continentalizzata, fra la giornata di sabato e quella di domenica, risalirà da SO verso NE, all’interno di un ampio flusso pre-frontale che abbraccerà tutti i mari che circondano l’Italia. L’aria calda sub-tropicale, proveniente direttamente dai deserti interni dell’Algeria centrale e dalla bassa Tunisia, invaderà l’intero Canale di Sicilia, il mar Ionio, fino alla Calabria, il Salento e la Basilica meridionale, le aree duramente colpite dal pesante maltempo dei giorni scorsi. Analizzando le ultime emissioni del modello statunitense GFS l’isoterma di +20°C a 850 hpa (circa 1450 metri) sorvolerà la Sicilia e lambirà le coste della bassa Calabria, determinando su queste un significativo rialzo dei valori termici, con probabili picchi di +30°C +31°C all’ombra in svariate località della Sicilia orientale, specie fra il ragusano, siracusano, ennese e catanese.
Tutte zone che fra sabato e domenica verranno interessate da una importante scaldata nei bassi strati, specie se in presenza di una secca ventilazione dal quadrante occidentale, che esacerberà anche la “compressione adiabatica” della massa d’aria già calda, in procinto di scivolare dai comprensori montuosi del vicino entroterra siciliano (Iblei, Erei), producendo una moderata ventilazione da terra (dall’interno) che tenderà a scaldarsi ulteriormente durante il passaggio sopra la piana di Catania. Anche nella stessa città di Catania, fra sabato e domenica, si potranno registrare temperature massime di ben +30°C all’ombra, con punte di oltre +31°C +32°C all’interno della stessa piana. Il caldo però dovrebbe perdurare fino alle giornate di lunedì e martedì. Da mercoledì anche sulle regioni meridionali si assisterà ad un calo dei valori termici, anche piuttosto drastico, per la discesa di masse d’aria più fresche, dai vicini Balcani, che rimescoleranno lo strato d’aria prossimo al suolo.