Violento terremoto in Giappone, torna l’incubo-tsunami: onde di 55cm, nessun danno. Il riepilogo

In Giappone è cessata l’avvertenza tsunami emessa dall’agenzia meteorologica del Paese dopo che un terremoto di magnitudo 7.3 si è verificato al largo della costa orientale in piena notte, creando paura fra gli abitanti della prefettura di Miyagi, ai quali e’ stato consigliato di allontanati dalla costa per l’allarme Tsunami. Dopo il sisma si sono verificati tsunami fino a 40 centimetri in quattro aree della costa, ma l’allerta è stata infine rimossa a meno di due ore dal sisma. Gli tsunami di 40 centimetri si sono verificati nella città di Kuji nella prefettura di Iwate e nella città di Soma a Fukushima. Uno tsunami di 20 centimetri è stato registrato nella città di Ofunato nella prefettura di Iwate e uno di 30 centimentri a Ishinomaki nella prefettura di Miyagi.

La scossa, sentita in molte citta’ e anche a Tokyo, e’ avvenuta alle 02:10 di notte (le 19:10 italiane), con epicentro nell’Oceano Pacifico a una profondita’ di 10 km nella crosta terrestre a 300 km a est della cittadina costiera di Ishinomashi, 500 km dalla capitale. Non sono stati rilevati danni particolari in un Paese in cui l’edilizia antisismica e’ la norma e i terremoti quasi all’ordine del giorno. Ma e’ stato diramato un allarme Tsunami per le zone costiere delle prefetture di Miyagi, Iwate e Fukushima di colore giallo, che implica la possibilita’ di onde fino a un metro. E la Tepco, la compagnia che gestisce la centrale di Fukushima, ha immediatamente ordinato a tutto il personale al lavoro nell’impianto, duramente colpito dal terremoto magnitudo 9 e dal seguente devastante Tsunami dell’11 marzo 2011, di sgomberare l’impianto. Lo Tsunami si e’ poi risolto in poca cosa: la tv pubblica Nhk ha segnalato onde anomale di 55cm al porto di Onagawa, di 40cm nella baia di Kuji e sulla citta’ di Soma, e di soli 30cm a Ishinomaki, che avrebbe dovuto essere la piu’ esposta. L’allarme e’ rientrato dopo due ore e la Tepco poco dopo ha annunciato che il sisma non aveva provocato ulteriori danni alla centrale di Fukushima.