
Il giorno dopo l’alluvione in Sardegna sorgono da piu’ parti polemiche sulla mancanza di un’allerta meteo da parte della Protezione Civile. “Non credo che ci sia da recriminare – ha premesso il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ospite de “La Telefonata” di Maurizio Belpietro. “L’allarme meteo e’ stato dato – ha aggiunto -, i comuni si sono attivati, tutto era operativo”. Che cosa e’ successo allora? “E’ stato un evento meteorologico che ha dello straordinario – ha allargato le braccia Cappellacci -. E’ stata scaricata in poche ore in Sardegna la pioggia che scende in sei mesi su tutto il territorio. Un evento apocalittico. Quale piano operativo poteva mutare la situazione? – si e’ chiesto ancora il presidente della Regione puntando l’indice sui ‘professori del giorno dopo’ -. Cosa si poteva fare di meglio?”. “C’e’ un problema educativo e culturale – ha spiegato Cappellacci – tutti dobbiamo prendere piu’ sul serio questo tipo di allarmi”. Sui 20 milioni stanziati dal Cdm ha sottolineato: “Sono necessari per le spese immediate e urgenti. Ma per risolvere il problema non bastano. Ne’ per uscire dall’emergenza ne’ per la ricostruzione”. E sugli sfollati il presidente ha chiosato: “Hanno trovato una sistemazione grazie a una catena di solidarieta’ straordinaria. Ora dobbiamo recuperare almeno in parte le abitazioni. Spesso allagate e pieno di fango”.