Alluvione Sardegna, Gabrielli: “bisogna prevenire, 5 Regioni sono senza centri funzionali autonomi”

Ciclone Cleopatra si abbatte sulla SardegnaDopo le vittime e i danni causati dall’alluvione che ha messo in ginocchio la Sardegna, il capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, non ci sta a finire sul banco degli accusati. “Basta con le polemiche pretestuose. La Protezione civile ha diffuso l’allerta meteo 12 ore prima delle precipitazioni e lo ha trasmesso alle prefetture e alla Regione, che a sua volta deve allertare i Comuni. Chiedete a questi enti cosa hanno fatto“, dice fin dal primo mattino di oggi. E aggiunge: “lo Stato da’ le direttive, le Regioni le norme di dettaglio. Alcune Regioni non si sono ancora dotate di un piano di pianificazione degli interventi. Ed io ripeto che le previsioni sono importanti, ma se non c’e’ pianificazione, tutto e’ inutile“. In effetti, mentre 9 Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Marche, Campania) e le 2 Province Autonome hanno Centri Funzionali decentrati (che diffondono previsioni, bollettini e criticita’) completamente autonomi sia sotto il profilo delle previsioni meteo sia per la valutazione delle criticita’, 4 Regioni – Umbria, Lazio, Molise e Calabria – sono parzialmente autonome. Una Regione, la Puglia, diventera’ parzialmente autonoma da 1 dicembre, mentre 5 Regioni non hanno Centri Funzionali autonomi, e tra questi c’e’ proprio la Sardegna, oltre a Sicilia, Basilicata, Abruzzo ed al Friuli Venezia Giulia.
Dunque cinque Regioni non si sono ancora dotate dei Centri funzionali per la pianificazione degli interventi di protezione civile ma – interviene il coordinatore degli assessori regionali alla Protezione Civile, Paolo Panontin, assessore in Friuli Venezia Giulia – mentre per alcune si tratta esclusivamente di una mancanza formale (le funzioni di pianificazione vengono cioe’ comunque svolte da un ente specifico che non ha ancora ricevuto “l’investitura formale“) per altre la mancanza e’ effettiva. “Il Friuli Venezia Giulia – spiega l’assessore – e’ nel novero delle 5 Regioni a cui manca il Centro funzionale, tuttavia noi copriamo quel servizio mediante l’Osmer-Arpa in cui i previsori forniscono nei tempi previsti e adeguati i dati relativi alle previsioni meteo che consentono di dare allerta“.
E Panontin aggiunge che le Regioni – che domani si riuniranno in seduta straordinaria proprio per discutere dell’alluvione in Sardegna, presente Gabrielli – sono pronte ad inviare la colonna mobile nazionale di Protezione civile appena la Regione Sardegna lo chiedera’. Intanto Roberto Deriu, presidente della Provincia di Nuoro e dell’Unione Province della Sardegna (Ups), accusa: “Qui manca quasi tutto, c’e’ una programmazione provinciale, ma manca il coordinamento con la Protezione civile. Non ci sono i mezzi per fronteggiare l’emergenza, i piani, obbligatori, li fanno solo pochi Comuni. Sindaci e presidenti di Provincia segnalano i problemi, ma restano inascoltati e senza fondi adeguati“. Vladimiro Boccali, sindaco di Perugia e delegato Anci alla Protezione Civile e’ d’accordo con il ‘no’ alle polemiche che ha lanciato Gabrielli ma al tempo stesso pero’ dice un fermo ‘no’ allo scaricabarile sui sindaci, “in nome di un senso dello Stato che di questi tempi e’ piuttosto scarso“. “Manca un protocollo che uniformi le attivita’ in caso di emergenza, legando il sistema di allarme per tutti, per noi sindaci e per le Regioni“, spiega l’amministratore umbro. “E i sindaci – conclude – debbono poter essere messi nelle condizioni di operare, agendo sul momento dell’emergenza ma anche operando prima in fase preventiva; e poi, cosa fondamentale, debbono stilare i Piani di Protezione Civile. Il tutto – conclude – operando sulla base di una pianificazione territoriale che ogni amministratore e’ tenuto a fare, segnalando le aree a rischio e predisponendo i meccanismi piu’ funzionali per dare l’allerta ai cittadini, che ora sono diversi da Regione a Regione“. Nonostante i buoni intenti, insomma, le polemiche continuano.