L’alluvione di lunedì scorso in Sardegna è stato “un evento sicuramente eccezionale”. Lo dice il capo del Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, in audizione alla commissione Ambiente della Camera sull’alluvione che ha colpito nei giorni scorsi la Sardegna. Facendo riferimento “alla classificazione, per me superata, dei tempi di ritorno” degli eventi meteorologici, classificazione “che non regge piu‘” anche rispetto al ruolo del mutamento climatico in atto, spiega Gabrielli, “si sono verificati eventi plurisecolari“. Come e’ noto, ricorda il capo della Protezione civile, “sono caduti 467 millimetri di pioggia in 12-15 ore, quando la media nazionale e’ al di sotto del mezzo metro“, in sostanza quindi “e’ come se in 12-15 ore fosse caduta la pioggia di 6 mesi“.
“Considero criminale che si consenta l’abitabilita’ dei seminterrati in zone soggette a esondazione” aggiunge Gabrielli, in audizione alla commissione Ambiente della Camera sull’alluvione che ha colpito nei giorni scorsi la Sardegna. “Ci diciamo purtroppo molto spesso le stesse cose“, e questa e’ “la cifra piu’ amara” visto che “avevo detto che ci saremmo rivisti perche’ avrebbe iniziato a piovere” e si sarebbero verificati “avvenimenti non lieti, e cosi’ purtroppo e’ avvenuto“. In Sardegna, nell’alluvione che ha causato 16 morti e un disperso, si sono riproposte “questioni che purtroppo troviamo spesso in giro per l’Italia“, dice il capo della Protezione civile. Pesa “lo stato in cui si trova quel territorio, come e’ stato governato e violato– spiega Gabrielli– gli stessi sindaci parlano di abusivismo e condoni“. Cio’ detto, “considero criminale che si consenta abitabilita’ dei seminterrati in zone soggette a esondazione“. Queste, sottolinea il capo del dipartimento, “sono le condizioni che ci portano a raccattare i morti in giro per l’Italia“. La Sardegna in particolare “sconta l’utilizzo del suolo“, riferisce Gabrielli, “ho visto aree con arginature che vanno a contenere fiumi e torrenti che poi sono saltate: si era recuperato terreno e la natura se l’e ripreso, con gli interessi“. “Nel nostro Paese non c’è una cultura di protezione civile“, conclude in modo amaro.