La Cometa ISON si sta rapidamente “immergendo” nell’atmosfera del Sole, mettendo fine alla lunga attesa del perielio. Questa sera, alle 19:38, l’astro chiomato transiterà a soli 1,2 milioni di chilometri dalla superficie più esterna della nostra stella, sfidando fortissime forze mareali e gravitazionali, a cui si aggiungerà una temperatura di parecchie migliaia di gradi. Un evento ormai atteso da mesi da scienziati e appassionati, che attraverso le proprie strumentazioni, stanno scandagliando la volta celeste a caccia di risposte. In questo momento la migliore visuale della cometa è rappresentata dal Solar and Heliospheric Observatory (SOHO), che sta osservando la porzione di spazio vicino al Sole per cercare di osservare la dinamica dell’evento. Il veicolo spaziale della NASA, nelle prossime ore, catturerà immagini ad alta risoluzione della cometa, il cui nucleo potrebbe anche disgregarsi come accadde alla cometa Lovejoy nello scorso 2011. Le immagini, trasmesse in diretta streaming, saranno rese possibili dal coronografo posto sullo stesso veicolo, che permetterà un campo visivo di circa 32 gradi. E’ impossibile dire cosa vedremo nelle prossime ore, ma i ricercatori nutrono buone speranze di poter osservare C/2012 S1 ISON uscire indenne da questo folle giro di boa cosmico.

ISON era una cometa molto importante sotto molti punti di vista, ma forse non era quella cometa annunciata da un trionfalismo eccessivo. Tra alti e bassi, quando ormai si pensava ad un evento quasi deludente, questa piccola vagabonda dello spazio ha guadagnato in sole 72 ore circa 3,5 magnitudini nella scala utilizzata per determinare la luminosità degli oggetti nello spazio. Un aumento considerevole, pari a 25 volte la luminosità precedente. Dal 19 al 21 Novembre, inoltre, l’astro ha incrementato i tassi di polvere e gas rilasciati dal suo nucleo. Tra le teorie, l’apertura di una crepa con conseguente fuoriuscita di materiale. Soltanto 48 ore fa una riduzione delle emissioni aveva fatto pensare ad una disgregazione del nucleo, ma ancora una volta la cometa ha saputo sorprendere. L’astro nelle ultimissime ore è apparso integro, deciso a sfidare più che mai la fornace solare.
Prevedere il suo destino, anche a distanza di poche ore, è un’impresa davvero ardua, ma se il passaggio radente non dovesse risultare fatale alla cometa, il mese di Dicembre potrebbe rappresentare un periodo strepitoso per la sua osservazione. L’emisfero boreale attende di osservare ISON anche ad occhio nudo, contemplando uno spettacolo celeste che per tanti ragazzi che non hanno potuto assistere al passaggio della cometa Hale-Bopp nel 1997, rappresenterebbe un evento unico. E allora non ci resta che osservare la diretta dell’evento e sperare di osservare questo piccolo corpo errante in rotta verso lo spazio profondo. In bocca al lupo ISON.