
Piccola premessa: per una corretta e intelligente gestione dei rifiuti, allo scopo di ridurne l’impatto ambientale, basta davvero poco: è possibile diminuirne i quantitativi, scegliendo prodotti con imballaggi ridotti o con ricariche, riutilizzando ciò che normalmente buttiamo senza pensarci (es. gli scarti di cibo in cucina diventano fertilizzante a costo zero per le piante di casa o del giardino) e la pratica della raccolta differenziata può ridare nuova vita ai materiali (ad es. le bottiglie di acqua in plastica possono trasformarsi in un maglione in pile o in un piumino per il letto, con 800 lattine di alluminio si può ottenere una caffettiera ecc.). Se vi annoia la sola idea di dovervi spostare dal tepore invernale della vostra casa per scendere giù a buttar l’immondizia dopo una stressante giornata lavorativa e con temperature sotto lo zero, o volete semplicemente evitare inutili discussioni di coppia perché magari, dopo aver chiesto gentilmente al vostro partner di alleggerirvi questa incombenza, avete ricevuto un deciso “no”, non preoccupatevi, nella casa del futuro ci penserà un robottino a dividere gli scarti, separando i diversi materiali ed eliminando il tutto!
No problem! Grazie a questa nuova invenzione, potrete disegnare l’oggetto tridimensionale o scaricarlo direttamente da internet, scegliendo il colore adatto, il peso, le sue dimensioni e in pochi minuti avrete clonato la vostra creazione! Un filo di materiale plastico viene fuso, passando per un testina riscaldata che, seguendo il disegno che avrete elaborato al pc, in poco tempo vi plasmerà l’oggetto richiesto! La casa del 2050 sarà rigorosamente a impatto zero, efficiente, poco disperdente, in grado di razionalizzare i consumi. E questo non è roba di poco conto, tenendo presente che sono proprio gli edifici a consumare la maggior parte dell’energia prodotta o acquistata in Europa, dato che quasi il 40% del totale viene assorbita da palazzi, ospedali, case private e uffici ed è causa del 36% delle emissioni di CO2. Questo primato fa dell’edilizia il 1°settore su cui agire per razionalizzare i consumi, tutelare la scurezza energetica e combattere l’effetto serra. Richard Kirkman, direttore tecnico per la Gran Bretagna di Veolia, ha annunciato sul Daily Mail anche una più stretta collaborazione con i governi dei diversi Paesi per studiare il modo di incrementare i cambiamenti teorizzati nel rapporto, senza gravare economicamente sui cittadini. Forse in questo modo, nel giro di 35 anni, le nostre città saranno maggiormente rispettose dell’ambiente e questo è un dato molto importante dato che, secondo quanto ha spiegato Estelle Brachlianoff, vice presidente esecutivo della divisione britannica e nord europea della Veolia Environmental, entro il 2050 in esse vivrà il 70% della popolazione mondiale.
