E’ una giornata come le altre: eppure, prima che ci si possa rendere conto di cosa stia succedendo, la terra trema, e si sente una forte esplosione, o magari più di una. Ecco che il cielo si oscura e un diluvio (letteralmente) di cenere vulcanica inizia a cadere dal cielo, ricoprendo ogni cosa con una spessa e grigia coltre di polvere. E’ quello che sta succedendo sempre più spesso intorno all’Etna, con la cenere dei parossismi vulcanici che arriva anche a grandi distanze (sabato addirittura fino in Puglia).
Forse la cenere viene più spesso considerata un fastidio che un pericolo, eppure minaccia vastissime aree di territorio: i venti possono trasportare le particelle per migliaia di chilometri, mettendo a rischio piante ed animali ovunque ricade.
Perciò questa è composta da piccolissime particelle di roccia, minerali e vetro vulcanico: le dimensioni dei frammenti variano da 0.001 mm a 2 mm, mentre i frammenti più grandi vengono classificati come lapilli e bombe vulcaniche. La cenere è dura e abrasiva e l’esatta composizione varia al variare dei minerali presenti nel magma.

Comunque, la maggior parte della cenere ritorna giù, a terra, e le conseguenze possono essere lievi o devastanti: tutto dipende dalla quantità di ceneri generate dall’esplosione e la distanza dal vulcano del luogo in cui ricade. Può ricadere per pochi minuti, come per giorni e ricoprire ogni cosa di tonnellate di polvere. Un evento del genere può essere disorientante, spaventoso e persino mortale.
La situazione è delicata anche con riferimento agli animali: la cenere che si deposita sugli insetti li appesantisce e li immobilizza; gli animali più grandi subiscono danni alla pelle e agli occhi. Se le particelle hanno un diametro inferiore ai 10 micron, possono essere inalate, e da qui le conseguenze sul sistema respiratorio, soprattutto se già di per sé sensibile. Elementi chimici dannosi come il fluoruro possono depositarsi non solo su animali ma anche su alimenti e acqua.
Ingenti quantità di cenere infliggono danni nell’immediato, ma a lungo termine, possono arricchire la composizione del suolo e del letto dei fiumi. Il processo può richiedere settimane, mesi o anche migliaia di anni, ma alla fine, la cenere può fornire carbonio organico e azoto, fondamentali per il regno vegetale e non solo.
Infine, quando si può depositare assieme al resto del materiale piroclastico in roccia o si può fondere in tufo, circondando e modificando il panorama. L’essere umano ha poi pensato a numerosi impieghi, facendolo diventare un materiale vero e proprio, incorporandolo nella ceramica, nei materiali di costruzione, componenti abrasivi e persino nel dentifricio.
Eruzioni Etna, tutti i rischi dovuti alle “piogge nere” di cenere vulcanica: decalogo per difendersi al meglio
