Filippine, tifone Haiyan: a Tacloban il problema principale è la mancanza d’acqua

Il problema principale a Tacloban, città devastata dal tifone Haiyan che ha colpito le Filippine, è la mancanza di acqua pulita potabile. Lo ha dichiarato il colonnello dell’aviazione Marciano Jesus Guevara. “L’acqua è vita” ha spiegato. “Se hai acqua senza cibo puoi sopravvivere”. A Cebu, nel sudovest, l’aviazione delle Filippine ha inviato tre C-130 avanti e indietro da Tacloban dall’alba al tramonto, e ha consegnato 181.436 chili di beni di soccorso, secondo quanto reso noto dal colonnello. La mancanza di elettricità a Tacloban fa sì che gli aerei non possano atterrare di notte. Il colonnello Guevara ha aggiunto che i C-130 hanno trasportato quasi 3mila civili fuori dalla zona del disastro. Un giornalista di Associated Press ha riferito di aver guidato nella città di Tacloban per circa 7 chilometri e di aver visto più di 40 corpi. Il giornalista non ha visto segni di distribuzione organizzata di cibo, acqua o rifornimenti anche se cumuli di aiuti hanno cominciato ad arrivare in aeroporto. Alcune persone erano in corda per avere acqua da un tubo, probabilmente da un rifornimento della città. “C’è ancora molto da fare. Non siamo riusciti a raggiungere le comunità remote” ha dichiarato Valerie Amos, coordinatrice Onu per gli Affari umanitari a Manila. “Anche a Tacloban, a causa dei detriti e delle difficoltà con la logistica e il resto, non siamo riusciti a portare il livello di rifornimenti che avremmo voluto. Stiamo facendo il possibile per portarne di più”.

Il portavoce presidenziale Edwin Lacierda ha dichiarato che i beni di soccorso stavano entrando in città, e che le scorte dovrebbero aumentare nei prossimi giorni adesso che l’aeroporto e un ponte verso l’isola sono aperti. “Non lasceremo neanche una persona dietro, neanche una persona viva” ha dichiarato. “Aiuteremo, non importa quanto difficile sarà, non importa quanto inaccessibile”. Più a lungo i sopravvissuti restano senza accesso ad acqua pulita, cibo, rifugio e aiuti medici, più è alta la possibilità di scoppio di epidemie e della morte di persone a causa delle ferite riportate durante l’arrivo del tifone. Ci sono anche crescenti preoccupazioni a proposito del recupero di corpi che giacciono in via di decomposizione in tutta la zona colpita. “Spezza davvero il cuore vederli” ha dichiarato il maggiore Romeo Poquiz. “Siamo limitati per la manodopoera, la competenza, così come i camion che devono trasportarli nelle diverse aree per l’identificazione” ha dichiarato Poquiz. “Organizziamo una sepoltura di massa, perchè non possiamo identificarli? E se la facciamo, dove li posizioniamo?”. Strade e infrastrutture danneggiate stanno complicando gli sforzi di soccorso. I funzionari governativi, di polizia e dell’esercito sono in molti casi tra le vittime e ciò ostacola il coordinamento. Il tifone ha distrutto palazzi dell’esercito che ospitavano mille soldati nella provincia di Leyte. A Matnog, il porto per i traghetti che partono verso l’isola Samar, decine di camion con aiuti erano in attesa di attraversare. Nella capitale, Manila, i soldati hanno spedito pallet di acqua, rifornimenti medici e alimentari negli aerei C-130 destinati alle zone devastate.