Forti venti di bora e grecale sferzano le coste dell’Adriatico, mareggiate in atto

L’isolamento di un minimo depressionario derivato sul basso Adriatico, a largo delle coste pugliesi, sta determinando un significativo inspessimento del “gradiente barico orizzontale” tra alto e medio Adriatico, già di per se molto fitto, visto l’espansione del promontorio oceanico in direzione della Germania e della Repubblica Ceca. La contrapposizione fra la circolazione depressionaria presente sul basso Adriatico, con un minimo sui 1007 hpa, e le propaggini più orientali dell’anticiclone delle Azzorre, che distendono un proprio cuneo stabilizzante di 1030 hpa fino all’Europa centro-orientale, sta contribuendo ad accrescere il divario barico fra la Mitteleuropa e il bacino centrale del mar Mediterraneo, generando a sua volta un sensibile infittimento delle isobare, fra le Alpi Dinariche e le coste di Marche e Abruzzo.

Questo sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, fra Alpi Dinariche e coste di Marche e Abruzzo, sta attivando intensi venti da N-NE e NE che dalle coste della Dalmazia si propagano velocemente in direzione di Romagna, Marche e Abruzzo, con vere e proprie burrasche che investono le aree litoranee, dal pesarese fino al pescarese e teramano. L’intensa ventilazione, che sfonda dal primo quadrante, sta rendendo da molto mosso ad agitato gran parte del medio-alto Adriatico, arrivando a sollevare onde di “mare vivo” di più di 2.5-3.0 metri che si dirigono verso le aree costiere di Marche e Abruzzo, dove sono in atto delle deboli mareggiate che flagellano l’intero litorale, specie il tratto fra il pesarese e l’anconetano, particolarmente esposto alle sfuriate dal quadrante nord-orientale. Vento e moto ondoso cominceranno ad attenuarsi solo dalla mattinata di domani, scivolando sotto la soglia d’attenzione, con una conseguente attenuazione del moto ondoso.