La struttura costruita per rimuovere il combustibile esausto dall’edificio del reattore n.4, e per stoccarlo nella piscina “comune” a 100 metri di distanza, e’ solida, cosi’ come lo stesso reattore. Akira Ono, 54 anni e da giugno a capo della centrale nucleare di Fukushima, esclude l’ipotesi di ulteriori disastri, confinati nella categoria del “quasi impossibile”. “Abbiamo fatto le verifiche sulla solidita’ ogni trimestre che ci hanno confermato che non ci sono problemi sulla resistenza ai terremoti. Se ci sono preoccupazioni, penso di poter dare tutte le spiegazioni”, spiega Ono, incontrando i media internazionali, tra cui l’ANSA, al quartier generale anti-sismico nel cuore dell’impianto. Il manager, sullo stato del combustibile, afferma che i controlli hanno dato esito negativo quanto a possibili danni (“nulla di significativo”), gia’ con la prima estrazione fatta a luglio di due blocchi di carburante “fresh”, non usato. “Dato che il combustibile e’ rimasto in acqua per piu’ di due anni, abbiamo anche fatto verifiche se c’e’ qualche corrosione, ma per quanto abbiamo visto, non ci sono problemi particolari”, osserva, rispondendo a una serie di domande. In piu’, quanto ai detriti, sono stati rimossi “anche con un water vacuum, anche se c’e’ sempre la possibilita’ che frammenti molto piccoli siamo rimasti” e questo potrebbe causare problemi operativi. “In questo senso, c’e’ preoccupazione”. Quanto ai dubbi sulla possibile inclinazione dell’edificio che Tepco ha definito “quasi” orizzontale, Ono precisa che il “quasi” e’ da intendere nel senso che “nessun edificio e’ a inclinazione zero. Credo sia una questione di standard. Il punto e’ se l’inclinazione aumenta o no. E noi facciamo le verifiche ogni tre mesi”.
