Il super-tifone “Haiyan” devasta le Filippine centrali con venti ad oltre 314 km/h: rischia di passare alla storia come una delle tempeste più potenti osservate sulla Terra

typhoon HaiyanL’ora “X” è scattata. Il super-tifone “Haiyan”, un mostro impressionante che ha raggiunto la 5^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, il massimo grado di questa, ha effettuato il “landfall”, intorno le 04:40 AM (ora locale), nei pressi di Guiuan , sull’isola filippina di Samar . Quaranta minuti prima del “landfall”, la stazione meteo di Guiuan riportava venti medi sostenuti davvero molto forti di ben 154.8 km/h da N-NE, mentre la pressione barometrica crollava fino a 977 hpa. Da allora il contatto è stato perso con la città e la stazione di Guiuan non ha trasmesso più i dati, durante la fase del “landfall” del super-tifone. Ma quello che più impressiona sono i dati forniti dal Joint Typhoon Warning Center ( JTWC ), tre ore prima del “landfall”, che indicavano all’interno del nucleo del super-tifone venti medi sostenuti davvero distruttivi, che avrebbero raggiunto le 195 miglia/orarie, circa 314 km/h.

Si tratta di valori a dir poco impressionanti, prossimi ai record assoluti mai registrati sulla Terra. Venti di questa potenza sono capaci di abbattere persino edifici, cagionando danni molto seri anche alle principali infrastrutture. Immaginiamoci cosa starà succedendo in queste ore, quando la furia eolica di “Haiyan” si scarica con tutta la sua rabbia sui tanti villaggi e città ubicate sugli arcipelaghi delle Filippine centrali, dove esistono immense distese di baraccopoli. Prima di raggiungere l’isola di Samar, il grande tifone ha perso un po’ di forza, indebolendosi si per l’attrito esercitato dai rilievi delle isole filippine sull’immensa e compatta circolazione ciclonica, che esprime una forza centrifuga micidiale, che per il passaggio del nucleo di “Haiyan” su acque meno profonde.

Il super-tifone “Haiyan” osservato dalle immagini radar

Ma nonostante l’indebolimento il super-tifone spazzerà molte isole filippine, a partire da Samar, con venti ciclonici violentissimi, capaci di abbattere intere foreste e strappare tutte le palme esistenti in loco. Sul basso settore del mar delle Filippine i violentissimi “venti di sbarramento” che ruotavano a grandissima velocità attorno il super-tifone hanno generato un moto ondoso impressionante, favorendo la formazione di ondate di “mare vivo”, ma con andamento piuttosto confuso (fluttuante attorno ad una direzione media di provenienza), alte anche più di 10-12 metri all’interno dell’area perturbata, nei pressi dell’occhio centrale. Ma un altro elemento da temere è proprio quello relativo al potente “Storm Surge” che sta per inondare le coste orientali di molte isole filippine, a partire da Samar, i cui litorali più orientali verranno temporaneamente sommersi da una seria di grosse ondate provenienti dal mar delle Filippine. Lo “Storm Surge” non è altro che un anomalo innalzamento del livello medio delle acque del mare indotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa.

In genere si sviluppa in presenza di potentissimi ciclonici tropicali, di 4^ e 5^ categoria, molto estesi su un ampio spazio di mare, capaci di attivare fortissimi venti ciclonici che tendono a sollevare verso l’alto il livello medio del mare, gonfiandolo come per effetto di una grossa alta marea che giunta sulla costa tende ad inondare tutte le aree più depresse. La super tempesta inoltre scaricherà anche un abbondantissimo quantitativo d’acqua che causerà inondazioni e “flash floods”, con frane e smottamenti nelle aree più interne montagnose. L’unico aspetto positivo riguarda la sua velocità di spostamento verso ovest, piuttosto significativa. Questa notevole velocità di spostamento potrebbe riuscire a limitare il numero delle vittime, dato che la gran parte dei morti legata al passaggio di un tifone sulle Filippine è dovuta ai “flash floods” e alle frane che vanno a devastare i villaggi e le aree periferiche delle città. Questo renderà il super-tifone “Haiyan” piuttosto veloce, quindi i suoi effetti distruttivi sulle isole delle Filippine centrali saranno limitati, ma solo dal punto di vista temporale. Ma i danni riportati su tutte le Filippine centrali rischiano di essere ingentissimi, purtroppo anche in termine di vite umane. Si stima che solo i fortissimi venti ciclonici che gireranno attorno il suo occhio centrale, completamente libero dalle nubi, faranno danni estremi nella città di Tacloban  (popolazione di 221.000 abitanti), la capitale della provincia di Leyte . A rischio anche il patrimonio forestale di molte isole filippine che potrebbe essere seriamente danneggiato, con molti alberi piegati o sradicati dalle fortissime raffiche.

Il super-tifone “Haiyan” rischia di essere classificato come uno dei cicloni tropicali più distruttivi della storia ?

Secondo i dati riportati dagli ultimi aggiornamenti del Joint Typhoon Warning Center ( JTWC ), tre ore prima del “landfall” sull’isola di Samar, “Haiyan” presentava violentissimi “venti di sbarramento” che hanno raggiunto picchi estremi, a dir poco impressionanti, di ben 314 km/h, ma con raffiche ben oltre tale soglia localizzate nell’area attorno il profondissimo occhio. Se tali dati verrebbero confermati “Haiyan” entrerebbe a far parte nella lista dei primi 5 cicloni tropicali più potenti della storia, dietro agli storici super-tifoni “Violet” e Nancy”, i due storici mostri del 1961 sfornati dal Pacifico occidentale, che presentavano valori pressori da capogiro, rispettivamente sui 882 hpa e 886 hpa (il più basso valore pressorio mai registrato sulla Terra a livello del mare). Il problema è che i dati di “Haiyan” sono solo stimati dal Joint Typhoon Warning Center ( JTWC ), attraverso le immagini satellitari.

Tale stima però è molto approssimativa, visto la mancanza di dati certi, affidabili, pervenuti sul posto. Per gli uragani che si generano in Atlantico i dati vengono raccolti tramite il sorvolo aereo da parte degli aerei dell’Aviazione Militare statunitense, che quotidianamente, non appena fra il Golfo del Messico e l’Atlantico si forma una tempesta tropicale o un uragano, organizzano una missione di sorvolo attorno ad essa (tramite aerei adottati per la ricognizione meteorologica, come il WC-130) per ottenere dati su movimento, grandezza ed intensità della tempesta in questione. Grazie a queste ricognizione aeree noi possiamo avere dati certi sull’intensità di un uragano atlantico, come quelli inerenti la velocità dei venti e il minimo barico attorno l’occhio. Ma nel Pacifico occidentale, cosi come sull’oceano Indiano, i governi degli stati di queste aree (tranne il Giappone e la Cina) ancora non sono sufficientemente equipaggiati per effettuare missioni a cosi alto rischio, utilizzando al meglio le migliori tecnologie.