
I sopravvisuti del tifone Haiyan nelle Filippine fanno i conti con la devastazione, mentre sono in attesa di soccorsi, cibo e acqua. Secondo le autorità almeno 2 milioni di persone in 41 province sono state colpite dal disastro e almeno 23mila case sono state abbattute o danneggiate. Vaste zone lungo la costa sono state trasformate in terreni ricoperti di detriti, mentre le strade sono bloccate e molti corpi di vittime sono ancora sotto le macerie. “In alcuni casi la distruzione è stata totale”, ha detto il segretario di Gabinetto Rene Almendras. Nella provincia di Leyte, sull’omonima isola, la città più gravemente colpita di Tacloban è stata quasi interamente rasa al suolo. Il bilancio ufficiale delle vittime è sinora fermo a 250 persone morte, ma ieri le autorità hanno dichiarato che se ne aspettano almeno 10mila. Questo nonostante i vasti preparativi per l’arrivo del tifone, in cui erano state sfollate 800mila persone. Molti centri di evacuazione, tra cui scuole, chiese ed edifici governativi, non hanno però resistito alla forza della perturbazione e all’innalzamento dell’acqua. Molte persone sono annegate o sono state trascinate via anche dai rifugi. Intanto, due aerei militari Usa hanno lasciato la base Vilamor di Manila verso Tacloban, per distribuire acqua, generatori e un contingente di marines nelle aree colpite. Si è trattato della prima distribuzione americana nella regione, ma anche dei primi aiuti internazionali.
