Siamo ormai giunti alla vigilia della prima vera sferzata autunnale che in un solo colpo riuscirà a coinvolgere l’intero paese, dalle Alpi fino a Lampedusa, con forti venti di burrasca, piogge, temporali e mareggiate sulle coste esposte. Ma l’elemento saliente di questo peggioramento sarà legato proprio al vento, il grande protagonista nelle prossime 24-48 ore. L’Italia difatti sarà interessata da una intensa avvezione di vorticità positiva che culminerà, entro la serata di domani, con la formazione di una giovane ciclogenesi che dall’alto Tirreno si spingerà verso il medio-basso Tirreno, stazionando con un minimo barico sui 998 hpa (quindi profondo) attorno le coste del Lazio e della Campania. Dando un’occhiata alla situazione sinottica notiamo come sull’Europa centro-occidentale si sia già formata una saccatura, a causa di un temporaneo rallentamento del “getto polare” all’altezza del Regno Unito. Questa venendo alimentata dal ramo discendente del “getto polare”, che al contempo la riempirà di aria piuttosto fredda in quota, nel corso delle prossime 12 ore tenderà a propagarsi verso l’Italia, entrando con un cavo d’onda lungo il bacino centrale del Mediterraneo. Nel corso della serata di domani la saccatura proiettata sull’Italia comincerà ad entrare in fase di “Stretching”, a causa dell’ennesima spinta zonale del promontorio anticiclonico delle Azzorre, che manterrà il proprio baricentro, con massimi di oltre i 1030 hpa, a largo delle coste del Portogallo.
Il solido anticiclone oceanico, schiacciato verso le medie latitudini atlantiche dall’intenso flusso zonale in scorrimento sull’Atlantico settentrionale, nel corso della giornata di domani tenderà ad ergere un proprio cuneo stabilizzante dall’Atlantico portoghese fin verso la Francia, il Belgio, l’Olanda e l’ovest della Germania, con un isobara di ben 1028 hpa che raggiungerà la Francia occidentale entro la mattinata di lunedì. La saccatura che si verserà sul bacino centrale del Mediterraneo, schiacciando verso l’entroterra desertico libico il modesto anticiclone sub-tropicale che in queste ore persiste sul basso Mediterraneo, nella serata di domani verrà gradualmente tagliata dalla distensione zonale dell’anticiclone delle Azzorre, il quale estenderà i propri elementi più orientali fin verso la Germania e l’Olanda. La spinta zonale dell’anticiclone oceanico accelererà il processo di “CUT-OFF” della saccatura nel suo bordo più meridionale, agevolando cosi l’incubazione di un minimo depressionario, con annessa goccia fredda in quota sui -26°C a 500 hpa, che dall’alto Tirreno si muoverà verso l’Italia centrale, durante la mattinata di lunedì, centrandosi a ridosso delle coste di Lazio e Campania.
L’isolamento della giovane ciclogenesi sull’alto Tirreno verrà alimentato dalla discesa fino al Mediterraneo centrale del ramo discendente del “getto polare”, il quale esacerberà l’avvezione di vorticità positiva tra Corsica, Sardegna e Italia centro-settentrionale, favorendo cosi la rapida formazione di questa circolazione depressionaria che verrà riempita, lungo il suo bordo più occidentale, dalla discesa di masse d’aria più fredde, d’estrazione sub-polare marittima, a tutte le quote, pronte a scivolare sul margine orientale del promontorio anticiclonico delle Azzorre, disteso in direzione dell’Europa centrale. L’aria fredda a sua volta provocherà un aumento della pressione barometrica sul lato occidentale della ciclogenesi, creando cosi un fitto “gradiente barico orizzontale”. La stessa aria fredda, d’origine sub-polare marittima, in sfondamento dapprima dal Rodano (tramite forti venti di “mistral”), e in una seconda fase pure dal golfo di Trieste e dagli intagli naturali delle Alpi Dinariche, dopo aver aggirato l’ostacolo delle Alpi sia ad ovest che ad est, nella notte fra domani e lunedì, scivolando verso sud-sud/est, tenderà ad approfondire in modo sensibile il vortice depressionario, che nel corso della nottata fra domani e lunedì raggiungerà un minimo barico stimato attorno i 999-998 hpa al suolo.
L’approfondimento della depressione italica, fino a 998 hpa, causerà un sensibile inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, in particolare lungo il lato settentrionale e occidentale della circolazione ciclonica, dove si genererà un fitto groviglio di isobare molto ristrette fra di loro che presenteranno dei massimi di “gradiente” fra l’alto Adriatico, l’Italia settentrionale, e il mar Ligure, mar di Corsica e mar di Sardegna. Ma l’infittimento del “gradiente barico orizzontale”, lungo il lato settentrionale e occidentale della circolazione depressionaria, verrà notevolmente inasprito dalla spinta zonale dell’anticiclone delle Azzorre, che presenterà un proprio cuneo fin verso la Germania, il sud della Danimarca e l’Olanda, con massimi barici di oltre i 1028 hpa a nord dello spartiacque alpino. Sarà proprio questa spinta anticiclonica verso levante, in direzione di Olanda, Danimarca meridionale e Germania, a spalancare le porte dei freddi venti di maestrale, tramontana e bora che da domani, ed in modo particolare lunedì, spazzeranno buona parte del nostro territorio nazionale, con raffiche di burrasca che toccheranno forza 7-8 sulla scala Beaufort, mentre in mare aperto, fra mar di Corsica, mar di Sardegna, Bocche di Bonifacio e golfo di Trieste, le raffiche potranno risultare molto forti, fino a lambire la soglia dei 90-100 km/h.
Il consistente infittimento di isobare, fra Italia settentrionale e mari ad ovest della Sardegna, nel pomeriggio di domani darà i natali ad una intensa maestralata che dal golfo del Leone si estenderà velocemente al mar di Corsica, mar di Sardegna fino alle coste dell’omonima isola, con venti molto forti da O-NO e NO, che raggiungeranno picchi di 80-90 km/h, con punte massime di oltre i 100 km/h lungo le coste della Sardegna orientale, dal golfo di Orosei fino a Capo Bellavista, dove si attiveranno dal pomeriggio/sera forti raffiche di caduta dai rilievi dell’entroterra sardo. Nel corso della serata di domenica i forti venti di maestrale che sferzeranno la Sardegna si propagheranno al medio-basso Tirreno sotto forma di intensi venti da Ovest diretti fino alle coste del basso Lazio, Campania e Calabria tirrenica. Dalla nottata, fra domani e lunedì, con la discesa verso il medio-basso Tirreno del minimo barico, davanti la Campania, e la contemporanea spinta verso la Germania delle propaggini più orientali dell’anticiclone oceanico, un sensibile rinforzo dei venti, da E-NE, è previsto pure sull’alto Adriatico, con l’inserimento di raffiche di bora molto forti lungo il golfo di Trieste e l’Istria, in discesa dai valichi naturali delle Alpi Dinariche. In questo caso il profondo vortice depressionario richiamerà masse d’aria fredde e molto dense, di origine sub-polare marittima continentalizzata, che dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia e dall’Ungheria si spingeranno verso i rilievi dell’altopiano del Carso e le Alpi orientali.
Raggiunti i monti del Carso e le Alpi orientali le masse d’aria fredde e dense saranno costrette a incanalarsi lungo i bassi valichi (definite anche come porte) presenti sui monti del Carso e sulle Alpi Dinariche (Bosnia Erzegovina), per traboccare con furiosi deflussi (raffiche di caduta turbolenti) verso le coste adriatiche, il breve tratto costiero sloveno e le coste dalmate. Su Trieste la bora, nella nottata fra domani e lunedì, potrà far registrare folate di caduta davvero potenti, capaci di superare anche i 90-100 km/h. Ma gli effetti della bora, a causa del fitto “gradiente barico orizzontale” attestato fra alto Adriatico e Alpi Dinariche, nella giornata di lunedì si avvertiranno fin sulle coste venete, cosi come in Romagna e sui litorali più settentrionali della costa marchigiana, dove giungeranno raffiche da NE e N-NE, fino a 60-70 km/h nei punti meglio esposti di Romagna e nord delle Marche.
I forti venti da E-NE e NE, già dalla mattinata di lunedì, scavalcheranno molto rapidamente l’Appennino Tosco/Emiliano per tuffarsi sulle coste liguri e in Toscana sotto forma di forti raffiche di grecale e tramontana. Sulla Riviera di Ponente ligure, come su Genova, si alzerà una intensa tramontana che sferzerà con forti raffiche di caduta tutta la costa savonese e l’imperiese, dove localmente si toccheranno punte di oltre gli 70 km/h, con picchi sino a 80 km/h nell’area di Capo Mele e all’uscita delle principali vallate. Lunedì le burrasche spazzeranno tutta la Toscana, con raffiche di caduta molto forti, forza 8 Beaufort, fra fiorentino, livornese, grossetano e Arcipelago Toscano, da N-NE e NE, fino ad oltre i 70-80 km/h. La forte ventilazione da N-NE e NE in seguito si riverserà lungo tutto il settore più occidentale del medio-basso Tirreno, lambendo le coste orientale della Sardegna con forti raffiche da Nord. I forti venti dai quadranti settentrionali cominceranno ad attenuarsi solo dalla nottata fra lunedì e martedì, riducendosi sensibilmente sotto la soglia d’attenzione solo dalla mattinata di martedì, quando i venti ruoteranno da N-NE, NE e E-NE su tutti mari che circondano l’Italia, tranne il Canale di Sicilia e lo Ionio, dove invece prevarrà una componente da Sud e S-SE. Riguardo le mareggiate bisogna dire che dal pomeriggio di domani le coste occidentali della Sardegna, e dalla sera quelle di Lazio, Campania e Calabria tirrenica, saranno flagellate da mareggiate di debole e moderata intensità che presenteranno “Run-Up” di oltre i 3.0 metri sui litorali del salernitano e napoletano e di oltre i 4.0 metri sulle coste della Sardegna occidentale. Dalla nottata, fra domani e lunedì, con l’attivazione dei forti venti di bora fra golfo di Trieste, Istria e coste dalmate, un rapido aumento del moto ondoso è previsto anche sull’alto Adriatico, che passerà da molto mosso a localmente agitato, con onde alte fino ai 2.5-3.0 metri, da E-NE, capaci di attivare importanti mareggiate lungo le coste di Romagna e Marche, fino al promontorio del Conero che proseguiranno fino alla serata di lunedì. In questi tratti costiere l’intenso moto ondoso potrà accelerare il processo di erosione, specie sui litorali di Romagna e Marche, già interessati da una intensa attività erosione durante l’attivazione delle mareggiati provenienti dal primo quadrante.
