
“Temiamo che il sindaco di Perugia e responsabile della protezione civile dell’Anci, Wladimiro Boccali, non abbia avuto modo di sentire l’intera audizione al Senato del capo del Dipartimento, Franco Gabrielli, altrimenti non avrebbe inteso come parole di contrapposizione le dichiarazioni del prefetto”. Lo rileva la Protezione civile, replicando alle parole di Boccali. “Ancora oggi, come fatto in numerose occasioni anche alla Camera – spiega il Dipartimento – Gabrielli non ha nascosto le difficolta’ dei sindaci, front office nei confronti dei cittadini, che troppo spesso non hanno strumenti e risorse per dare risposte certe, anche in tema di protezione civile, alle proprie comunita’. Per questo, non avendo il Capo Dipartimento poteri normativi ne’ disponibilita’ economiche, ha parlato di un patto sociale tra istituzioni e cittadini che si basi su una matura cultura di protezione civile. Piu’ che invitare qualcuno a uscire dal ‘fortino della protezione civile’, invitiamo tutti a entrarvi, allargandolo, cosi’ come stabilisce la legge stessa elencando tutte le strutture operative e le componenti del Servizio Nazionale della protezione civile”. “L’attenzione al confronto con tutte le componenti, Anci compresa, da parte del prefetto – prosegue il Dipartimento – e’ evidente, tanto che il Comitato Paritetico, previsto dal 2001, e’ stato costituito formalmente solo nel febbraio 2012 anche grazie alla determinazione del capo Dipartimento: ora lo scoglio e’ l’adozione del regolamento interno, rappresentazione di come sia difficile coordinare tutti i soggetti che hanno titolo a interloquire”. “Nel merito, poi – conclude la Protezione civile – il prefetto ha sempre sottolineato come vi siano Regioni che funzionano ed altre meno, (ovviamente per quello che gli compete, la Protezione civile) come, non lo potra’ negare il sindaco Boccali, Comuni che funzionano ed altri meno. Dunque tutti insieme facciamo piu’ piani efficaci e facciamoli conoscere alla gente”.