Maltempo in Sardegna, Olbia flagellata da pioggia e freddo: preoccupa il livello del Rio Tamis a Uras

MALTEMPO: A MASSA ORDINANZA EVACUAZIONE PER 50 FAMIGLIEL’inverno si affaccia su Olbia ancora brulicante di centinaia di soccorritori e volontari, impegnati a sgombrare le strade e fornire conforto alla popolazione alluvionata. La temperatura, da ieri, e’ scesa sotto i dieci gradi e, in mattinata, e’ ritornata la pioggia. Condizioni climatiche che, in base alle informazioni giunte dai meteorologi, dovrebbero permanere per l’intera giornata, prima dell’atteso miglioramento. I mezzi dell’esercito sono impegnati a liberare le zone disastrate dal materiale che le famiglie alluvionate hanno depositato all’esterno delle case allagate. Montagne di mobili, elettrodomestici, arredi, oggetti, suppellettili e altro che vengono raccolte con le pale meccaniche, accumulate e quindi depositate nei punti di raccolta temporanei allestiti in alcune aree di Olbia.
Un lavorio incessante, gratificato dal numero sempre crescente di volontari che si mettono a disposizione delle famiglie alluvionate. In particolare, i ragazzi e gli studenti della citta’, mobilitati fin dall’inizio. Il loro e’ un porta a porta incessante. Offrono braccia per spalare il fango e portare via le cose danneggiate, distribuiscono te’ e caffe’ caldi, pasti, vestiario e generi di prima necessita’ prelevandoli dai centri di raccolta dove altri volontari smistano gli aiuti donati in una gigantesca catena di solidarieta’.

E’ salito considerevolmente ieri a tarda sera il livello del Rio Tamis, uno dei corsi d’acqua che, esondando lunedi’ scorso, ha causato l’allagamento di Uras, nell’Oristanese. Sicuramente hanno influito le piogge delle ultime 24 ore. Al momento non c’e’ un pericolo imminente, ma la situazione viene costantemente monitorata dai tecnici del Comune e della Protezione civile. A Uras stamane sono ripresi i lavori di bonifica, seppure con un ulteriore malcelato dispiacere per casi di sciacallaggio verificatosi in paese.  In un’abitazione i ladri, approfittando della confusione delle ore successive ai soccorsi, hanno messo a segno un furto. Le forze dell’ordine non confermano ne’ smentiscono, ma i controlli sono stati rafforzati, soprattutto dopo l’inqualificabile episodio di mercoledi’, quando qualcuno aveva fatto circolare la voce di un’ondata di fango che stava per riversarsi dal Monte Arci sul paese. Notizia del tutto infondata, che pero’ aveva spinto molti degli abitanti ad abbandonare le loro case e costretto le forze dell’ordine ad una difficile opera di convincimento per farli rientrare a casa.