Maltempo, surfista morto in Puglia: è annegato per essere rimasto impigliato ad uno dei tiranti della vela

Japan Tropical Storm Man-YiE’ annegato per essere rimasto impigliato ad uno dei tiranti della vela del kitesurf, trascinato dal vento e dalla forza del mare tra i flutti senza riuscire ad opporre resistenza: e’ questa la dinamica dell’incidente avvenuto oggi al largo di Porto Cesareo (Lecce) dove e’ morto Andrea Scalera, di 36 anni, di Bari, che stava praticando il kitesurf, sport di cui era appassionato. Il 36enne era arrivato da Bari per una uscita in mare in compagnia di altri amici appassionati che spesso praticano il kitesurf in quel tratto di litorale, tra i due stabilimenti balneari Goa e Bacino Grande, in giornate come quella di oggi, caratterizzate da un forte vento di scirocco e il mare forte, con onde particolarmente adatte a questo tipo di sport. Secondo quanto accertato dai carabinieri e dagli uomini della capitaneria di porto di Porto Cesareo, durante una manovra il 36enne sarebbe caduto in acqua con ‘l’aquilone’, cosi’ come viene chiamata la vela nel kitesurf, rimanendo con una caviglia impigliata ad uno dei tiranti che lo ha trascinato su e giu’ tra le onde. Al momento dell’incidente il kitersurfer si trovava da solo, e questo ha ritardato i soccorsi. A nulla e’ valso il primo tentativo di rianimarlo da parte di un medico che si trovava sul posto. Quando sono arrivati i sanitari del 118 Andrea Scalera era gia’ morto. Il cadavere, su disposizione del magistrato di turno, e’ stato sistemato in uno degli alloggi messi a disposizione dai titolari dello stabilimento balneare Bacino Grande, per essere poi restituito ai familiari arrivati nel Salento nelle prime ore del pomeriggio Il kitesurfing (o kitesurf o kiteboarding) e’ uno sport acquatico, di recente invenzione (1999), nato come variante del surf; consiste nel farsi trascinare da un aquilone (‘kite’ in inglese), che usa la potenza del vento come propulsore e che viene manovrato attraverso una ‘barra di controllo’ (boma), collegata al kite da sottili cavi (quattro o cinque) di dyneema o spectra detti ‘linee’ e lunghi tra i 22 e i 27 m. Il kitesurfing richiede inoltre l’utilizzo di una tavola per solcare il mare.