Com’è ovvio e giusto che sia, in queste ore tutti i portali di meteorologia sono concentrati sull’imminente irruzione d’aria Artica che determinerà 4 giorni di grande freddo in tutt’Italia, con nevicate fino a quote molto basse per il periodo. Anche su MeteoWeb, ovviamente, ci concentriamo su quest’evento che potrebbe assumere connotati eccezionali per alcune località italiane, ma non possiamo non notare la preoccupante evoluzione che emerge a lungo termine dagli ultimi aggiornamenti dei più importanti centri di calcolo. A corredo dell’articolo pubblichiamo le mappe del modello ECMWF, il più affidabile nell’individuare la tendenza a lungo termine. Dopo l’irruzione Artica di questa settimana, infatti, avremo una breve tregua di qualche ora a cui seguirà nel weekend, un nuovo affondo nord/orientale tra sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre. Secondo gli ultimi aggiornamenti, questa nuova perturbazione si dirigerà nel Mediterraneo occidentale, raggiungendo la penisola Iberica, esattamente come accaduto una settimana fa per il ciclone che poi ha provocato la terribile alluvione in Sardegna e il maltempo estremo su gran parte d’Italia tra lunedì 18 e martedì 19 novembre. Anche stavolta, infatti, dopo aver raggiunto Gibilterra, la perturbazione dovrebbe tornare indietro, a partire dal 2 dicembre, dirigendosi nuovamente verso l’Italia, attraversando il nord Africa tra Algeria e Tunisia per poi portarsi proprio sul Sud del nostro Paese tra 4 e 6 dicembre. Ovviamente le temperature aumenteranno e torneranno in linea con le medie del periodo dopo il gelo dei prossimi giorni, ma il rischio di altri forti eventi di maltempo estremo è elevato. Pre-allerta, quindi, per la prossima settimana ancora una volta sull’Italia del Sud. Dopotutto è ancora presto per poter avere certezza di una simile evoluzione, ma continueremo a monitorare ogni aggiornamenti dei centri di calcolo per capire se il rischio è confermato oppure se le carte in tavola cambieranno.