
Per quanto riguarda i dati della raccolta di quest’anno, è interessante vedere come l’alta piovosità di questo 2013 (in particolare le piogge autunnali ed estive) si ripercuota sulla produzione: il dato significativo di quest’anno è la resa della molitura, piuttosto bassa a causa dell’abbondante pioggia caduta. Nella molitura delle olive infatti, uno dei processi fondamentali che avviene nei frantoi è quello della separazione fra olio e acqua. La separazione avviene attraverso l’uso di centrifughe. Le annate particolarmente piovose come quella 2013 però, fanno sì che le olive contengano molta acqua. I frutti sono più grandi, ma contengono meno olio. Il dato che arriva da molti produttori dell’Umbria, ad esempio, è quello di buone ed anche olivottime produzioni (quantitativi in peso di olive alti) ma resa bassa, quindi meno olio estratto. Lo scorso anno invece si era avuto il problema opposto: la fortissima siccità del 2012 aveva portato a quantitativi di olive bassi, e resa più alta.
Gli effetti del meteo sull’olivocoltura, come in ogni altro tipo di coltivazione agricola, sono molti. In quest’articolo, si descrive come l’eccessiva piovosità associata a calore può portare all’espansione di malattie portate da insetti parassiti (la mosca olearia, la tignola). Le gelate più intense possono invece causare la morte degli olivi, come accadde nelle disastrose gelate del 1956 e del 1985.
Infine il meteo condiziona il lavoro di chi si occupa della raccolta, come in ogni settore dell’agricoltura. Pioggia e freddo sono decisamente nemici di chi svolge la sua attività lavorativa all’aperto, specie se le condizioni meteo avverse non gli consentono una pausa dal lavoro.