Satellite GOCE, l’esperto: “non è il primo che cade, e non sarà l’ultimo”

Il satellite Goce (Gravity Field and steady-state Ocean Circulation Explorer) “e’ solo uno delle decine di satelliti che impattano l’atmosfera terrestre“. E’ Alessandro Rossi, esperto di detriti spaziali dell’Istituto di Fisica Applicata del Cnr di Firenze, a spiegarlo, intervistato dall’Adnkronos. “Decine di satelliti impattano l’atmosfera terrestre ad una velocita’ di 20mila chilometri orari. Una volta avvenuto l’impatto, -spiega ancora il ricercatore- la velocita’ del satellite si riduce drasticamente a decine di chilometri l’ora, producendo enorme calore che provoca la disintegrazione del satellite stesso, la sua riduzione in frammenti“. “Attualmente sono 18-20mila i detriti spaziali di oltre 10 centimetri che volano intorno al nostro pianeta, per noi non costituiscono un problema perche’ non ricadono sulla Terra, ma sono pericolosissimi per i satelliti al lavoro in orbita” aggiunge Rossi.
spazzatura“I detrititi critici per noi sono, invece, quelli sopra i centinaia di chili, come e’ per Goce” riferisce ancora Rossi. Ma si poteva prevedere un rientro controllato di Goce? “Forse -sottolinea Rossiil satellite non era disegnato per questo, aveva motori molto piccoli e ritengo non adatti a questa manovra complessa“. “In ogni caso -aggiunge- non ci sono calcoli sbagliati nel rientro di Goce sulla Terra“. Il satellite, prosegue ancora l’esperto del Cnr, “era in orbita polare, cio’ vuol dire che in un giorno, ogni giorno, visitava tutti i luoghi della Terra, per cui, all’inizio della sua caduta, non era possibile prevedere l’esatto punto dell’impatto“. “L’incertezza -conclude- si determina quando il satellite inizia ad interagire con l’atmosfera terrestre, poi man mano si aggiungono nuove misurazioni radar e la finestra di impatto si restringe“.