Le ondate di calore di questi giorni sono all’origine delle continue sospensioni, perché la forte domanda di energia per i condizionatori è superiore alla disponibilità. Il motivo di fondo è quindi strutturale: viene prodotta meno energia del necessario, in un paese dove la domanda cresce anno dopo anno. A rimetterci però sono, in molti casi, quelli che meno energia utilizzano, per le loro condizioni sociali. Il governo centrale ha minacciato le aziende private che si occupano della gestione del sistema elettrico di prendere in mano la situazione (con la nazionalizzazione) se non saranno capaci di ripristinare il servizio. Ma si tratta di un gioco al massacro perché queste ultime tendono a rigettare le responsabilità sul governo. Nei prossimi giorni intanto le previsioni danno temperature fino a 40°C nelle aree più settentrionali del paese, mentre si avranno valori fino a 25°C nelle aree della Patagonia. Scenderanno invece per Natale, per il passaggio di una perturbazione su parte del paese.
