Dopo la cocente delusione legata alla cometa ISON, un’altra cometa sta cercando di consolarci con uno spettacolo degno di nota. E’ la C/2013 R1 Lovejoy, già soprannominata la vera cometa di Natale. Un oggetto di lungo periodo che tornerà a farci visita soltanto tra 7000 anni. Lo scorso 22 Dicembre l’astro chiomato ha superato brillantemente il perielio (transitando dal Sole a 121 milioni di chilometri), rendendosi visibile anche ad occhio nudo nei nostri cieli. Da domattina al 31, quest’oggetto errante del sistema solare sarà visibile poco oltre l’orizzonte intorno alle 5 del mattino, a patto di recarsi verso cieli bui, lontani da inquinamento luminoso. C/2013 R1 è stata scoperta il 7 Settembre scorso dal cacciatore di comete omonimo, alla sua quarta scoperta. Appartiene ad una famiglia di comete molto vecchie, rimaste intatte sin dalla formazione del sistema solare, 4,5 miliardi di anni fa. Una sorta di mattoncino che ha contribuito a formare i corpi maggiori del sistema solare. La sua coda, composta da particelle di polvere e ghiaccio, misura qualche decina di milioni di chilometri, pari a circa 30 volte il diametro della Luna, ed è ben visibile con un modesto binocolo. Per osservarla sarà necessario, come detto, osservare il cielo prima dell’alba, pochi gradi sopra l’orizzonte. Una volta individuato il Grande Carro, prolungare verso il basso la linea immaginaria che delinea le ultime stelle dell’Orsa Maggiore, sino ad individuare la stella Arturo, di colorazione rossastra. Da quest’ultima scendere verso la costellazione dell’Ercole attraverso la costellazione della Corona Boreale, dove sarà possibile notare una macchia lattiginosa, sempre più evidente con l’ausilio di strumenti astronomici. Sarà meglio affrettarsi, dal momento che giorno dopo giorno, l’astro diverrà invisibile a causa del suo progressivo allontanamento dalla Terra.
C/2013 R1 Lovejoy è la cometa di Natale: naso all’insù poco prima dell’alba
Credit: Rolando Ligustri
