Con lievi sfumature fonetiche, l’unica parola comune a tutte le lingue del mondo sarebbe il monosillabo ”Eh?”, che si utilizza quando non si e’ capito qualcosa. Apparentemente insignificante, rappresenta uno strumento indispensabile nella comunicazione in quanto permette di comprendere meglio cio’ che l’altro sta cercando di dire. E’ quanto affermano i linguisti olandesi, coordinati da Mark Dingemanse, dell’Istituto Max Planck di psicolinguistica a Nijmegen, nei Paesi Bassi, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale ”Plos One”, come riferisce un articolo sul nuovo numero in line dell’Almanacco della Scienza Cnr. “Senza parole come questa”, spiegano i ricercatori, ”non saremmo in grado di segnalare subito e in modo efficace quando non comprendiamo qualcosa che viene detto”. Certo, si potrebbe obiettare che ”Eh?” possa non essere considerato un termine vero e proprio, ma gli autori hanno osservato come, nonostante ”Huh?” sia molto piu’ ricorrente in tutte le lingue di quanto dovrebbe normalmente, esso differisce comunque per sfumature fonetiche in maniera sistematica per ogni idioma. Il termine in italiano suona come “Eh?”, in inglese “Huh?”, in spagnolo “E?”, in tedesco “He?”, in cinese “A?”.Inoltre, non si puo’ certamente paragonarlo ai suoni che appaiono universali perche’ innati, dal momento che entra a far parte del linguaggio in base all’apprendimento. Nella comunicazione umana quando non siamo in grado di rispondere in modo appropriato, abbiamo bisogno di un modo per segnalare il problema rapidamente. Cio’ ha portato le lingue a convergere sulla stessa soluzione: una veloce sillaba interrogativa e talmente semplice da apparire primitiva.