L’attivita’ eruttiva dell’Etna, ripresa sabato dopo soli 12 giorni di quiete, ha subito ripetute fluttuazioni, alternando emissioni di cenere, attivita’ stromboliana, e brevi fasi di deboli e pulsanti fontane di lava. L’ampiezza del tremore vulcanico, indice della pressione interna del magma resta comunque relativamente invariata su livelli alti. A fare il quadro e’ l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L’attivita’ stromboliana si e’ prodotta da almeno due bocche eruttive all’interno del nuovo cratere di Sud-Est, da dove ieri una piccola colata di lava ha tracimato ed e’ stata poi alimentata per tutta la giornata, riversandosi nella disabitata Valle del Bove lungo un percorso che si e’ in parte sovrapposto quello della colata dello scorso 2 dicembre. Le esplosioni stromboliane hanno generato forti boati udibili in un vasto settore intorno al vulcano, amplificati anche dalle condizioni atmosferiche. Modeste quantita’ di cenere sono cadute sui versanti sud-orientale e meridionale, e hanno raggiunto anche Catania nelle prime di stamattina, mentre si e’ formata una nube eruttiva diluita che contiene in piccola parte materiale piroclastico. (a corredo dell’articolo una foto di Turi Caggegi).
