Protagonista in tutto questo complesso scenario eruttivo resta, pero’, il ”Nuovo Cratere di Sud-Est’, inizialmente un cratere a pozzo (un buco nel suolo) che si e’ aperto sul basso versante del vecchio cono del Cratere di Sud-Est nel 2007.
Negli ultimi tre anni, questo cratere si e’ trasformato in un cospicuo cono vulcanico alto quasi 300 m dalla sua base, che con ogni episodio eruttivo cresce di dimensioni. Molti degli episodi eruttivi del 2013 sono stati violenti, producendo alte fontane di lava, colate laviche e colonne eruttive cariche di materiale piroclastico (cenere e lapilli).
Mentre le colate laviche si sono espanse solo fino a 4 km dal cratere, arrestandosi in zone lontane dai centri abitati e terreni coltivati, le ricadute di materiale piroclastico spesso sono state causa di problemi sia per la popolazione intorno al vulcano, sia per il traffico aereo e l’operativita’ dell’aeroporto internazionale di Catania. Sono ripetutamente state necessarie azioni di pulizia straordinaria per rimuovere il materiale piroclastico da strade rese scivolose dai depositi di cenere e lapilli, e dai tetti delle case e dai sistemi di drenaggio. L’attivita’ episodica del Nuovo Cratere di Sud-Est si e’ concentrata in due periodi, fra il 19 febbraio e il 27 aprile e fra il 26 ottobre e il 31 dicembre. Cosi’ il periodo di maggiore afflusso di turisti ed escursionisti, fra maggio e settembre anche per la recente nominazione dell’Etna come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, non e’ stato interessato dall’attivita’ eruttiva.
