
Il movimento è nato l’8 febbraio 2012 sotto l’hashtag #salvaiciclisti, che attraverso Twitter ha dato al via ad una campagna che ha visto impegnarsi migliaia di persone in tutta italia. Dopo nemmeno 3 mesi, il 28 aprile dello stesso anno 50.000 persone si sono ritrovate a Roma per chiedere ai sindaci misure di sicurezza a favore dei ciclisti. Da lì sono nati gruppi di attivisti, discussioni e una nuova coscienza: andare in bici non è solo un modo di spostarsi, ma un modo di vivere e concepire gli spazi abitati.
Dopo due anni, molte delle richieste di questo movimento non sono state ascoltate, ma sono ormai percepite da tutti come prioritarie. Sono cambiate abitudini e percentuali delle persone che si spostano quotidianamente in bicicletta, anche se restano fortissimi i rischi specialmente in alcune città dove la mobilità è particolarmente rischiosa (come Roma). L’8 e 9 febbraio 2014, a Bologna, si terrà l’evento “Bici senza frontiere”, secondo gli organizzatori “un momento per chi pensa che sia tempo di incontrarsi, festeggiare la nostra esistenza, giocare insieme e confrontarsi su come proseguire insieme verso un obiettivo comune: rendere ciclabile l’Italia”.