
La scoperta è stata pubblicata su Nature Geoscience, ed è stata portata avanti da un gruppo di scienziati americani della University of Utah. Rick Forster, leader della spedizione, ha affermato che quest’acqua “si accumula direttamente nel ghiaccio, come accade in una granita, e che soroprendentemente non si congela neanche in inverno, perché le enormi quantità di neve che cadono al di sopra in superficie fanno da isolante, impedendo che la temperatura scenda sotto lo zero”. L’acquifero ha uno spessore che varia fra i 5 e i 50 metri. L’intrappolamento di acqua proveniente dallo scioglimento dei ghiacci più superficiali all’interno dei ghiacci più antichi, potrebbe rallentare l’innalzamento del livello dei mari: se infatti la massa di acqua intrappolata dell’acquifero dovesse liberarsi tutta insieme si avrebbe un innalzamento di 0,4 mm secondo la NASA. Se, come immaginabile, altre sacche d’acqua sono presenti in altre aree polari, la massa d’acqua dolce intrappolata potrebbe essere davvero significativa.
A questo link si può leggere l’articolo scientifico in inglese.