
Si tratterà per l’appunto di una massa d’aria, di origine artica, di tipo ”ibrida”, che presenterà una spiccata componente marittima in quota, con aria molto gelida legata all’ampia circolazione depressionaria del vortice polare, mentre al suolo acquisirà caratteristiche pienamente continentali, dopo il passaggio sopra le Repubbliche Baltiche, la Polonia, i bassopiani della Bielorussia e le pianure dell’Ucraina, recentemente innevate di fresco. Tra domani e giovedì il blocco di aria gelida, grazie alla costante alimentazione del “getto polare” che amplierà ulteriormente la saccatura proiettandola verso il Mediterraneo orientale, raggiungerà la Bulgaria, la Grecia e la Turchia, generando un brusco calo delle temperature accompagnato da nevicate a carattere sparso che potranno imbiancare le coste nord-occidentali della Turchia e la stessa Istanbul, mentre in Grecia nevicherà a bassa quota sulle località della Tracia, con fioccate coreografiche fino a quote di bassa collina. Una parte dell’aria fredda, di origine artico marittima continentalizzata, dopo aver invaso l’Ucraina, la Moldavia, la Romania e la Bulgaria, raggiungerà entro le prossime 24-36 ore la Macedonia e l’area del Bosforo (dove è ubicata Istanbul), buttandosi in seguito verso il mar di Marmara e le miti acque del mar Egeo, fra Grecia e Turchia, attraverso l’attivazione di una burrascosa ventilazione, tra N-NO e N-NE, che spirerà con raffiche ad oltre i 60-70 km/h, ma con picchi capaci di oltrepassare la soglia degli 80 km/h nel settore più settentrionale dell’Egeo. La “canalizzazione” delle masse d’aria molto fredde, d’estrazione artiche marittime continentalizzate, sul mar Egeo, favorirà lo sviluppo di una giovane ciclogenesi, con annesso sistema frontale nei bassi strati, lungo il bacino orientale del Mediterraneo, nel tratto a sud delle coste turche (sottovento ai rilievi dell’entroterra anatolico), che apporterà tempo marcatamente instabile, a tratti anche perturbato, con piogge, rovesci e temporali fra Turchia, Cipro, Siria, Libano, Israele e territori palestinesi.
Il transito delle fredde correnti d’estrazione artica, le quali tendono a conservare le loro origini gelide dopo essere passate sopra estese aree continentali, sopra le miti acque superficiali del mar Nero e dell’Egeo, approfondirà i forti contrasti termici (forte “gradiente termico verticale”), favorendo la genesi di una moderata attività convettiva (moti ascendenti della colonna d’aria) che favorirà la formazione di diffusi annuvolamenti cumuliformi (cumuli, cumulonembi) in grado di apportare precipitazioni sparse, spesso a sfogo di rovescio e temporale, specie lungo le coste della Turchia occidentale. Lo sviluppo di questa giovane ciclogenesi, nel tratto di mare a sud delle coste turche, ben alimentata lungo il proprio lato più occidentale dall’afflusso di masse d’aria molto fredde e dall’affondo del ramo discendente del “getto polare”, fino al Mediterraneo orientale, produrrà un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” (infittimento di isobare) fra il mar di Levante (sede della depressione alimentata dall’aria artica in discesa dai bassopiani dell’est Europa) e il Mediterraneo centrale (dove si stabiliranno massimi altopressori superiori ai 1030 hpa).
Questa significativa contrapposizione barica, fra il mar di Levante e i mari che circondano l’Italia, innescherà un intenso “gradiente barico orizzontale” che si distenderà su tutto il mar Egeo e la Turchia occidentale, agevolando cosi l’attivazione di una intensa, a tratti anche forte, ventilazione settentrionale, che presenterà una componente prevalente fra Nord e N-NE pronta ad estendersi fino all’isola di Creta e alle coste dell’Egitto occidentale. Dalla prossima serata, con l’inspessimento del “gradiente barico orizzontale” fra Mediterraneo orientale e Mediterraneo centrale, gli arcipelaghi del mar Egeo saranno sferzati da venti burrascosi, da Nord o NE, con raffiche capaci di lambire o superare la soglia dei 70-80 km/h. Raffiche molto forti, da Nord e N-NE, sferzeranno l’isola di Lemno, le Sporadi settentrionali e le Cicladi. L’intensa ventilazione dai quadranti settentrionali produrrà un rapido incremento del moto ondoso in tutto il mar Egeo, rendendolo agitato nel tratto ad ovest delle coste turche, con la formazione di onde di “mare vivo”, alte più di 3 metri, che si dirigeranno molto velocemente verso le coste nord dell’isola di Creta, attivando su queste delle mareggiate piuttosto rumorose. Anche il mare a sud di Creta, nel corso della prossima nottata, tenderà rapidamente ad agitarsi, con lo sviluppo di onde alte più di 3 metri che andranno a rompersi lungo le coste della Cirenaica occidentale e dell’Egitto occidentale, con risacche molto intense.
