Insolita ondata di maltempo sugli USA: dai forti temporali con tornado nel sud-est alle nevicate nell’area dei Grandi Laghi, punte di +20°C sull’East Coast

Gli Stati Uniti da diversi giorni sono investiti da una intensa ondata di maltempo, dalle caratteristiche invernali, che sta cagionando enormi disagi, dagli stati del nord-est all’estremo sud-est. Inondazioni, freddo estremo e caldo insolito stanno caratterizzando questi giorni che precedono il Natale. Negli stati del sud-est forti rovesci temporaleschi, con intensa attività elettrica e colpi di vento, stanno flagellando diversi stati come la Georgia, Florida e South Carolina. Nella notte fra sabato 21 e domenica 22 Dicembre il National Weather Service ha riportato anche il passaggio di un tornado nel Mississippi, che ha rovesciato quattro camion e danneggiato cinque case. Ben 178 mm di pioggia sono caduti in 24 ore in Arkansas, dove si sono verificati estesi allagamenti e piccole inondazioni che hanno interessato diverse contee. Nel Middle-West, le aree al di sotto del livello del mare, nello stato dell’Indiana sono state evacuate mentre fitte nevicate hanno colpito gli stati dello Iowa, Wisconsin e Michigan, dove si sono accumulati dai 7 cm ai 25 cm di neve fresca al suolo. Il maggiore accumulo è stato segnalato a Cloudcroft, nel New Mexico, dove il manto nevoso ha raggiunto i 32 cm di altezza. In Maine, New Hampshire, Vermont e New York, è stata diramata l’allerta meteo, ancora effettiva. Questa intensa ondata di maltempo che sta creando molti problemi, specie al settore dei trasporti, lungo tutto il settore orientale degli States, dall’area dei Grandi Laghi fino alla Georgia e alla Florida settentrionale, è stata originata da un complesso sistema depressionario che si è generato, per mezzo di una rapida “frontogenesi”, sopra gli USA centrali.

Lungo il margine meridionale di questo ciclone extratropicale, che ha posizionato il proprio minimo barico fra il Michigan e lo stato di New York, particolarmente attivo alle quote superiori della troposfera, si è originato un intenso sistema frontale nei bassi strati che è stato ben alimentato dall’apporto, da S-SE e da Sud, di aria calda e molto umida sub-tropicale marittima, che dal Golfo del Messico è risalita fino alle coste del New England, raggiungendo lo stato del Maine e le coste del Canada sud-orientale, tramite una moderata ventilazione sud-occidentale. Al contempo, più a nord, un nucleo di aria molto fredda e più secca, d’estrazione artico marittima continentalizzata, dal Canada centrale scivolava verso le pianure centrali degli USA, con l’attivazione di sostenuti venti da NO e da N-NO che si sono spinti fino all’Oklahoma e al Texas settentrionale. Questo impulso di aria molto fredda e secca, in scivolamento dagli stati canadesi del Saskatchewan e del Manitoba, lungo il bordo meridionale di un promontorio anticiclonico dinamico che dall’Alberta si è disteso verso la penisola del Labrador, si è diretto verso gli Stati Uniti centro-meridionali, confluendo al di sotto dell’aria molto più calda e umida , di tipo sub-tropicale marittima, che dal Golfo del Messico saliva in direzione degli USA sud-orientali.

Il fronte responsabile dell’intenso maltempo che sta colpendo gli USA

Lungo la linea di discontinuità fra le diverse masse d’aria si è generato un esteso fronte freddo che è rimasto semi/stazionario per più giorni sopra gli USA centro-orientali, dispensando su questi piogge diffuse, rovesci e temporali, localmente anche di moderata e forte intensità fra il Mississippi, l’Alabama, l’Arkansas, il Tennessee e la Georgia. Alcuni di questi “sistemi convettivi”, di forma lineare, nati e cresciuti in prossimità delle coste del Mississippi, sono stati intercettati dal passaggio in quota (a 250 hpa) del ramo principale del “getto polare”, il quale dal Messico settentrionale risaliva in direzione degli USA nord-orientali, presentando una direttrice SO-NE, imprimendo una notevole vorticità positiva in quota. Questa vorticità positiva e la forte divergenza esercitata dal passaggio in quota del “getto polare” ha prodotto una conseguente intensa rotazione di queste imponenti nubi torreggianti, che dalla sommità ghiacciata delle incudini si è riversata fino alla base dei cumulonembi, favorendo le condizioni ideali per la formazione dei temibili “tornadoes”. Uno di questi è stato segnalato nello stato del Mississippi, mentre altri vortici, di dimensione più piccola, sono stati avvistati in altre aree, fra Mississippi, Arkansas e Tennessee. Se nel sud-est piogge, temporali e tornado l’hanno da padrone, nell’area a nord del fronte sopra citato, investite in pieno dalle masse d’aria di origine polare scivolate dalle innevate lande del Canada centrale, si sono verificate delle nevicate fino a bassissima quota. Nell’area dei Grandi Laghi la neve è caduta fino al piano, lasciando accumuli fino a 10-20 cm fra Iowa, Wisconsin e Michigan. La neve è tornata ad imbiancare leggermente pure la città di Chicago e le città del nord dell’Indiana, dove i termometri sono in ulteriore diminuzione, al di sotto della soglia dei +0°C.

Nel corso delle prossime ore l’esteso fronte freddo, responsabile di questa insolita ondata di maltempo, si sposterà verso nord-est, traslando molto lentamente verso gli stati dell’East Coast, dal Massachusetts alla Virginia e North Carolina, apportando piogge diffuse, rovesci e dei temporali che si potranno spingere fino al Delaware, Maryland e New Jersey. I rovesci e i temporali più intensi colpiranno il North Carolina e la Virginia, dove non sono esclusi pure dei locali nubifragi, capaci di provocare allagamenti e piccoli “Flash Floods”. Qui difatti l’aria più fredda canadese, che tenta di sfondare da O-NO e da Ovest, s’incuneerà sotto l’aria calda e molto umida, sub-tropicale marittima, che attualmente scorre lungo tutta l’East Coast, dove permane una debole ventilazione da S-SO e SO. Lo scorrimento caldo pre-frontale, davanti il fronte freddo, è evidenziato dalle elevate temperature che in queste ore si stanno archiviando in tutta l’East Coast, con valori di oltre i +19°C in Virginia o i quasi +18°C di New York City. Aria calda che fornirà la giusta alimentazione ai moti convettivi presenti all’interno del fronte freddo che si appresta ad allontanarsi verso l’Atlantico.

Il potenziale per lo scoppio di forti temporali, con rovesci e colpi di vento turbolenti, anche lungo le coste del New England, fra New York e Boston, è molto elevato, dato il notevole “gradiente termico orizzontale” che si è venuto a creare con gli USA centrali, colpiti in pieno dalla discesa dell’aria artica marittima continentalizzata canadese che sta causando deboli nevicate lungo l’area dei Grandi Laghi. Per un sostanziale miglioramento bisognerà attendere fino al pomeriggio di domani, allorquando l’esteso fronte freddo, associato alla circolazione depressionaria in allontanamento verso nord-est, si sarà spostato sull’Atlantico occidentale, favorendo l’ingresso delle masse d’aria fredde canadesi anche lungo l’East Coast, con l’inserimento di una moderata ventilazione occidentale che provocherà un diffuso calo termico, dal nord della Florida fino al Maine.