L’aria molto fredda, d’estrazione artico marittima continentalizzata, che nelle scorse ore ha invaso la Turchia ed il mar Egeo, ora tende a spostarsi verso il mar di Levante, penetrando verso le coste dell’Asia minore, dove nelle prossime ore si verificherà un brusco calo delle temperature e della quota neve sui rilievi, fra Siria, Libano e Israele. Come accade sovente, durante le ondate di freddo che riesco a penetrare lungo il bacino orientale del Mediterraneo, una parte dell’aria fredda, scivolata dal mar Egeo, ha aggirato a sud le coste meridionali turche scorrendo verso il mar di Levante, attivando una giovane ciclogenesi secondaria, con annesso sistema frontale, sottovento alle coste meridionali della Turchia. Questa ciclogenesi, approfondendosi nel tratto di mare antistante le coste della Turchia meridionale, ha prodotto una ventilazione occidentale che sta sospingendo l’aria fredda, di origini artiche, verso le coste dell’Asia minore, creando i giusti presupposti per delle nevicate sotto i 1000-900 metri sui rilievi di Siria, Libano e Israele. L’area depressionaria sarà coadiuvata in quota dall’affondo di una saccatura artica che dalle latitudini polari prolungherà le proprie radici fino alla Turchia e al Medio Oriente, con l’isoterma di -35°C alla quota di 500 hpa scesa fino all’altopiano Anatolico, mentre la -30°C è sprofondata sopra la Siria e sul nord dell’Iraq, determinando parecchia instabilità e turbolenze.

Le nevicate più fitte interesseranno di sicuro il versante occidentale dei monti libanesi e israeliani, anche se non mancheranno locali sconfinamenti anche sui versanti orientali, che degradano sull’entroterra desertico interno e sulle alture più elevate dei territori palestinesi. Ma fra la giornata odierna e quella di domani i fiocchi di neve cadranno anche su diverse località di bassa montagna, come la città di Gerusalemme che rischia di imbiancarsi fra la serata e la nottata successiva. Già in queste ore lo sfondamento dell’aria gelida in quota sta regalando le prime nevicate a bassa quota sui rilievi della Siria. Dalla serata di ieri la neve ha cominciato a cadere anche sulle alture che sovrastano la città di Damasco, con fiocchi di neve misti a pioggia giunti fino al centro della capitale siriana, dove il termometro è prossimo ai +1°C +0°C. Nelle prossime ore, grazie alla congeniale predisposizione dei venti in quota dai quadranti occidentali, fitte nevicate interesseranno l’area fra Hama e Homs. Ma delle coreografiche nevicate, sotto la spinta dei sostenuti venti occidentali, stanno sconfinando in pieno deserto siriaco, al di la della barriera montuosa dell’Antilibano.
Dalle 08:00 PM di ieri sera la neve, con bellissimi fiocchi bianchi misti a pioggia, è caduta persino sul bellissimo sito archeologico di Palmyra, nel cuore del deserto Siriaco settentrionale, ad una quota superiore ai 400 metri di altezza. Su Palmyra la neve, inizialmente mista ad acqua, è caduta con una temperatura di soli +2°C e una debole ventilazione da NO. A tratti la neve si è fatta davvero intensa, riuscendo a lasciare un piccolo accumulo, malgrado i +2°C. Sul sito archeologico di Palmyra, uno dei più belli di tutto il Medio Oriente, l’ultima nevicata significativa risale alla forte ondata di freddo del Gennaio del 2008. In quei giorni, l’intensa ondata di gelo che investì tutto il Medio Oriente riuscì a portare la neve in pieno deserto Siriaco e su quello giordano, con spettacolari imbiancate fra il sito archeologico di Palmyra e la bellissima e antica città di Petra, mentre una forte nevicata colpì la regione intorno Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita. Vicino Palmyra, in quelle giornate, si registro una temperatura minima assoluta di ben -10.4°C, che stabili uno dei valori più bassi mai registrati sul territorio siriano.
