L’inquinamento atmosferico di Skopje ha registrato una riduzione, anche se rimane sempre sopra i limiti. Lo riferisce l’agenzia d’informazione macedone “Mia”, secondo la quale l’inquinamento ha superato i limiti per sei giorni consecutivi, con le autorita’ locali che hanno consigliato alla popolazione rimanere dentro casa. Inoltre, sono stati ribaditi i suggerimenti di limitare al minimo l’uso delle automobili e di evitare l’utilizzo di dispositivi di riscaldamento e di cottura utilizzando combustibili fossili. “I residenti di Skopje sono invitati a rimanere a casa e a ridurre le attivita’ a causa del grave inquinamento atmosferico”, aveva fatto sapere a inizio novembre il ministero della Salute della Fyrom, secondo il quale l’inquinamento atmosferico avrebbe raggiunto 180 micron per metro cubo, quasi quattro volte il livello massimo accettabile che e’ di 50 micron per metro cubo. L’inquinamento atmosferico sarebbe una delle primi cause di cancro e altre malattie. “Stiamo seguendo la situazione e sara’ ufficialmente dato l’allarme se l’inquinamento dovesse continuare su questi livelli”, ha riferito il ministero della Salute macedone Nikola Todorov. Da diversi anni i livelli di inquinamento dell’aria a Skopje sono aumentati, raggiungendo livelli record. Secondo gli standard europei di qualita’ dell’aria, l’inquinamento nella Fyrom e’ sette volte superiore al livello normale, sufficiente per giustificare la dichiarazione di un allarme per la salute. “Presenteremo denunce penali contro le societa’ le cui fabbriche violano i regolamenti sull’inquinamento ambientale”, aveva detto in precedenza Todorov, che ha spiegato che le sanzioni prevedranno dai quattro ai dieci anni di carcere. “Non dobbiamo permettere a nessuno di avvelenarci. E’ bene per le fabbriche trarne profitto, ma la salute delle persone e’ la cosa piu’ importante”, aveva aggiunto il ministro. Todorov ha poi detto che il suo dicastero ha ottenuto nuove attrezzature mobili per misurare l’inquinamento atmosferico, sollevando preoccupazioni per l’aumento dei livelli riscontrati nel paese e soprattutto nella capitale, Skopje. Uno studio pubblicato nel mese di agosto, commissionato dal comune di Skopje, ha rivelato gravi depositi di sostanze inquinanti nel suolo e intorno alla citta’ macedone, attribuito principalmente alle emissioni delle auto. Per dimostrare che il governo sta prendendo la lotta contro l’inquinamento atmosferico sul serio, l’esecutivo macedone quest’anno ha rifiutato le richieste delle industrie di posticipare il termine di legge per dotare le grandi aziende di filtri. Secondo i proprietari delle fabbriche, in tempi di crisi finanziaria, l’obbligo di investire soldi in filtri contro l’inquinamento li avrebbe colpiti duramente. “L’era dell’inquinamento di Skopje sta per finire”, aveva dichiarato il dieci novembre scorso Todorov, all’inaugurazione del passaggio al gas del centro clinico “Madre Teresa” di Skopje. L’investimento e’ costato circa 48 milioni di dinari (800 mila euro) e il progetto e’ importante sotto due aspetti: da un parte protegge la salute della popolazione, dall’altra si traduce in un risparmio per i cittadini. “Circa quattro mila litri di petrolio vengono utilizzati ogni anno nel centro clinico, liberando circa 100 tonnellate di biossido di zolfo nell’aria. Questa zona era una delle principali fonti di inquinamento nel centro di Skopje”, ha detto il ministro Todorov, aggiungendo che l’impatto ambientale stava diventando inestimabile. “Inoltre, l’aspetto economico e’ importante, dal momento che i costi di riscaldamento per le cliniche all’interno del centro scendera’ in maniera significativa”, ha sottolineato Todorov. La notizia s’inserisce nell’ambito della discussione sull’inquinamento, decisamente troppo elevato, che e’ stato registrato nella Fyrom.
Macedonia, allarme inquinamento a Skopje: diminuito ma ancora sopra i limiti
