Alle 18:11 di oggi pomeriggio si verificherà il solstizio d’Inverno, un fenomeno astronomico festeggiato sin dall’antichità tra miti e leggende. Perché durante questo periodo fa freddo? “Perché siamo più lontani dal Sole”, potrebbe essere la risposta più comune. In realtà non è assolutamente così. La Terra ruota intorno al Sole ad una distanza media di 150 milioni di Km, ma percorrendo un’orbita leggermente eclittica, è talvolta più vicina e talvolta più lontana. L’eclittica non è altro che l’orbita descritta dalla Terra, ma è anche il percorso descritto dal Sole nel suo moto apparente sulla volta celeste: il Sole descrive così un cerchio che passa tra le costellazioni dello zodicaco. Tuttavia il variare delle stagioni è determinato dall’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano dell’orbita intorno alla nostra stella, e non dalla distanza che separa i due corpi nelle varie stagioni dell’anno. L’asse terrestre non è perpendicolare all’eclittica, ma è inclinato con un angolo di 23 gradi e mezzo, determinando quindi un’inclinazione analoga rispetto all’equatore celeste.

Gli antichi consideravano questo passaggio come magico e drammatico e tutte le culture fin dall’antichità festeggiavano questo evento con fuochi e candele per illuminare la notte, invitando il Sole a tornare a splendere. In Egitto si celebrava il dio Horo; in Messico pre-colombiano vedeva la luce il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli; Bacab nello Yucatan; il dio Bacco in Grecia, nonché Ercole e Adone; il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era festeggiato dalle genti del Nord; Zaratustra in Azerbaigian; Buddha, in Oriente. Ma si hanno notizie di festeggiamenti a Stonehenge, attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica. Da esso si ispirò il “frammento 66” dell’opera di Eraclito di Efeso (560/480 a.C) e fu allegoricamente cantato da Omero nell’Odissea, da Virgilio nell’Eneide. Per i Celti il Solstizio d’Inverno cadeva tra la lunazione di Dumannios e Riuros (Tempo del Freddo) e le forze legate al ghiaccio e al gelo venivano considerate come generatrici di vita. In Roma pagana lo stesso significato avevano le feste d’inverno che si celebravano due o tre secoli prima della nascita di Cristo, note con il nome di Saturnali o feste di Saturno. Quello stesso fenomeno, fu invariabilmente atteso e magnificato dall’insieme delle popolazioni indoeuropee: i Germani, “Yulè” (la ruota dell’anno); gli Scandinavi “Jul” (“ruota solare”), i Finnici “July” (tempesta di neve), i Lapponi “Juvla“; i Russi “Karatciun“, e così via. Ancora oggi il solstizio viene festeggiato in molte parti del mondo, tenendo conto delle tradizioni antiche. Sono molte le costruzioni messe su proprio in relazione a questo giorno, talvolta con una precisione mai vista prima. Per noi resta l’entrata dell’inverno più intenso, in attesa che la neve ed il gelo possano prima o poi farci visita.
