Tra feste pagane e religiose, mancano davvero poche ore prima di lasciarci alle spalle il 2013, accogliendo, tra riti scaramantici, tradizioni, pronostici e cenoni, l’arrivo del nuovo anno. Noi italiani, da rinomati buongustai, attendiamo il 2014, allietando i palati con cotechino e lenticchie, mangiati allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, come simbolo di abbondanza e ricchezza. Ma i legumi non sono gli unici a portar fortuna, dato che la tradizione vuole, per far piovere soldi (una vera e propria manna dal cielo, soprattutto in questi tempi di crisi!), che si debba mangiare dell’uva passa. Tra gli scoppiettanti botti di Capodanno e l’usanza, ancora molto viva nelle grandi città come Napoli e Roma, di lanciare i cocci a mezzanotte come rito di eliminazione del male, fisico e morale, accumulato nel corso dell’anno, scattano anche i primi baci degli innamorati sotto il vischio, per un nuovo anno all’insegna dell’amore, si indossa biancheria intima rigorosamente color rosso, si buttano via le cose vecchie dalla finestra (memorabile, a riguardo, la parodia di Fantozzi dove viene buttata una lavatrice giusto sulla sua auto parcheggiata di sotto!).
In Spagna, come negli altri Paesi occidentali, dove vige il Calendario Gregoriano, in cui ciascun anno nuovo inizia tra la notte del 31 dicembre e il 1 gennaio, che in spagnolo si chiama “Nochevieja” (che tradotto letteralmente significa “Notte vecchia”), ci si diverte ballando, bevendo e stando in compagnia. In tutto il mondo è famosa la Nochevieja della capitale, Madrid, dove milioni di persone si incontrano nella piazza principale, la Puerta del Sol, indossando travestimenti e parrucche colorate, per ascoltare i 12 rintocchi del campanile centenario, preceduti dalle quattro campanate. Se volete festeggiare l’anno nuovo a Madrid, ricordate di indossare un travestimento anche satirico, portando con voi 12 chicchi d’uva e lo champagne o il “cava”, lo spumante spagnolo molto simile a quello francese. I giapponesi trascorrono l’ultimo dell’anno con i propri familiari, mangiando, rilassandosi e guardando la tv. L’unica nota acustica? Poco prima dello scoccare della mezzanotte vengono fatte suonare le campane dei templi buddisti, sparsi per tutto il Giappone, che battono 108 colpi nell’arco di un’ora di tempo, per purificare il corpo dalle sue 108 passioni terrene.
