Piomba il gelo invernale sull’Europa orientale: in settimana termometri in picchiata fra Russia, Carpazi e Turchia, la neve imbiancherà Istanbul

Ad inizio settimana, mentre sul bacino centrale del Mediterraneo il promontorio anticiclonico oceanico tenderà a consolidarsi ulteriormente, predisponendo la tipica configurazione ad “Omega”, più ad est, un vasto nocciolo di aria gelida, d’estrazione artico marittima continentalizzata nei bassi strati, piomberà tutto di un colpo verso i paesi dell’Europa orientale, il bacino del mar Nero e la Turchia, portando un forte calo termico e nevicate diffuse fino a quote pianeggianti. La neve potrà imbiancare anche diverse località costiere che si affacciano sul mar Nero e la città di Istanbul, regalando degli scenari da pieno inverno in tutta l’Europa orientale, dalla Polonia all’Ucraina, con temperature di -5°C -7°C e primi accumuli di neve al suolo. Sulle pianure della Russia europea, sulla Bielorussia e in Ucraina, i termometri con molta probabilità scivoleranno ben al di sotto dei -10°C -12°C, anche se il nocciolo del grande gelo rimarrà relegato sulla Lapponia, fra il nord della Svezia e la Finlandia settentrionale, dove nelle ore notturne le temperature scivolano sotto il muro dei -30°C -34°C. Nella giornata di ieri il profondo ciclone extratropicale denominato “Xaver”, responsabile delle tempeste di vento che fra giovedì 5 e venerdì 6 Dicembre hanno flagellato l’Europa centro-settentrionale, dopo aver attraversato la Lituania e la Lettonia, si è spinto verso il nord della Bielorussia e il sud-ovest della Russia europea, tendendo a indebolirsi progressivamente, e presentandosi a fine giornata sotto forma di una saccatura sempre più “lasca”, colma di aria gelida in quota artico marittima. che sarà in grado di dispensare nevicate diffuse, accompagnate da venti piuttosto sostenuti da O-SO e da Ovest, fra Bielorussia, Repubbliche Baltiche, sud-ovest della Russia europea, Ucraina e Polonia orientale.

L’ampia saccatura colma di aria artica che affonda verso il bacino del mar Nero

Difatti il vasto nocciolo di aria gelida in quota, artico marittima, associato alla depressione, in fase di colmamento nell’alta troposfera, si sovrapporrà su un ampia area dove stagnano presso il suolo masse d’aria molto fredde, d’estrazione continentale, con uno “zero termico” attestato sotto i 200 metri. Ciò in presenza di precipitazioni assicurerà nevicate con tanto di accumulo fino al suolo. Per questo molte città dell’est, tra cui Riga, Vilnius, Minsk e Kiev riceveranno delle belle imbiancate che si protrarranno fino alla giornata di lunedì e martedì. Fra la giornata di domani e quella di martedì il vasto promontorio anticiclonico di matrice oceanica, che dal vicino Atlantico si estende fino al bacino centrale del Mediterraneo e all’Italia, comincerà a svilupparsi in senso meridiano, sviluppando la classica struttura ad “Omega”, a causa del rapido approfondimento di una depressione extratropicale, alimentata da aria molto fredda d’estrazione artico marittima, in azione davanti le coste della Groenlandia orientale e l’Islanda. A seguito di questa pulsazione dinamica del promontorio anticiclonico oceanico, indotta dall’approfondimento della circolazione depressionaria a carattere freddo presente davanti la Groenlandia orientale, la struttura anticiclonica reagirà disponendo il proprio asse principale al traverso del meridiano di Greenwitch, allungando i propri elementi più settentrionali in direzione di Belgio, Olanda, Danimarca, Germania e Svezia meridionale.

L’ampio promontorio anticiclonico ad “Omega” che si distende verso la Svezia meridionale e il mar Baltico agevolerà un ulteriore affondo verso la Turchia dell’aria gelida presente fra Russia e Ucraina

Si verrà cosi a creare un vero e proprio promontorio anticiclonico di blocco, supportato da massimi di geopotenziale piuttosto elevati in alta quota, con asse principale disteso dal Mediterraneo centrale fino alla Svezia meridionale e al mar Baltico. I massimi di geopotenziale in quota costringeranno il ramo principale del “getto polare” a ripiegare bruscamente verso sud e sud-sud/est, all’altezza della Scandinavia, presentando un ramo discendente piuttosto attivo (direttrice prevalente nord-sud) lungo il margine più orientale della struttura anticiclonica euro-mediterranea. Il ramo discendente del “getto polare”, che dalla Scandinavia si verserà sopra l’area del mar Nero, bordando il lato orientale dell’ampia impalcatura anticiclonica ad “Omega” presente sull’Europa centrale, tenderà ad alimentare la vasta saccatura artica, colma di aria gelida in quota, disposta con il proprio asse principale fra la Russia europea e il bacino del mar Nero, riempendola di aria molto fredda a tutte le quote. La costante alimentazione del “getto polare” farà gonfiare l’asse della saccatura, permettendo a questo di potersi estendere verso latitudini più meridionali, in direzione della Turchia e del Mediterraneo orientale, favorendo al contempo l’afflusso, anche nei bassi strati, di masse d’aria molto fredde, per non dire gelide, che dalla Bielorussia, dall’Ucraina e dalla Moldavia si verseranno fino in direzione del mar Nero, Romania e Bulgaria, invadendo pure la Turchia settentrionale e l’area del mar Egeo, con fredde correnti dai quadranti settentrionali che determineranno un brusco calo dei valori termici e l’avvento di intense gelate in tutte le pianure dell’est Europa.  Si tratterà per l’appunto di una massa d’aria, di origine artica, di tipo “ibrida”, che presenterà una spiccata componente marittima in quota, con aria molto gelida legata all’ampia circolazione depressionaria del vortice polare, mentre al suolo acquisirà caratteristiche pienamente continentali, dopo il passaggio sopra le Repubbliche Baltiche, la Polonia, i bassopiani della Bielorussia e le pianure dell’Ucraina.

In molte capitali dell’est, come Mosca, Minsk, Kiev e Bucarest, si sperimenteranno le prime giornate di gelo, con nevicate sparse e termometri che scivoleranno sotto i -10°C -12°C, con picchi sotto i -15°C -20°C fra la Carelia e la Finlandia orientale. Fra le giornate di mercoledì e giovedì il blocco di aria gelida, grazie alla costante alimentazione del “getto polare” che amplierà ulteriormente la saccatura verso il Mediterraneo orientale, raggiungerà la Bulgaria, la Grecia e la Turchia, apportando un brusco calo delle temperature accompagnato da nevicate a carattere sparso che potranno imbiancare le coste nord-occidentali della Turchia e la stessa Istanbul, mentre in Grecia nevicherà a bassa quota sulle località della Tracia, con fioccate coreografiche fino a quote di bassa collina. L’ingresso delle masse d’aria molto fredde, d’estrazione artiche marittime continentalizzate sui bassopiani dell’Europa orientale, sul mar Egeo favoriranno lo sviluppo di una ciclogenesi lungo il bacino orientale del Mediterraneo, nel tratto a sud delle coste turche, che apporterà tempo marcatamente instabile, a tratti anche perturbato, con piogge, rovesci e temporali fra Turchia, Cipro, Siria, Libano, Israele e territori palestinesi. Il maltempo, legato a questa ciclogenesi che tenderà ad approfondirsi ulteriormente nel tratto di mare a sud delle coste turche, si prolungherà fino al prossimo weekend, apportando precipitazioni, anche di stampo temporalesco, che potrebbero divenire molto abbondanti, specie lungo le coste della Turchia sud-orientale e sul nord della Siria.