Previsioni Meteo: anticiclone in lento declino, cosa ci aspetta a medio/lungo termine? Che Natale sarà?

Rtavn721In questi ultimi giorni un po’ tutti abbiamo sentito spesso “echeggiare”, fra TV e siti web, il termine “Super Anticiclone“. Dal punto di vista pratico, effettivamente, è proprio così: una vasta area anticiclonica, con massimi pressori di 1035 hPa a nord delle Alpi, “fodera” letteralmente l’intero bacino del Mediterraneo centro-occidentale e gran parte dell’Europa centro-orientale, Italia compresa.

Sul Nord Europa, di contro, scorre un marcato flusso temperato atlantico il quale interessa più direttamente Regno Unito e Scandinavia. Situazione, questa, facilmente comprensibile anche a livello di 500 hPa (circa 5.500 metri) ove si può osservare l’ampia area anticiclonica e l’importante depressione ad ovest dell’Islanda.

Sulla nostra Penisola condizioni atmosferiche caratterizzate, principalmente, da nebbie estese e persistenti in Val Padana; limitazione della visibilità anche lungo i litorali e nelle vallate del Centro tra la notte e di primo mattino; generalmente soleggiato durante le ore centrali della giornata.

Come già specificato in altre occasioni, una situazione meteorologica di questo tipo presenta, solitamente, elementi di notevole stabilità, particolarmente complicati da scardinare in tempi rapidi. Ragion per cui, è bene metterselo bene in testa, sull’Italia non si prevedono importanti mutamenti a breve termine. A medio termine, invece, è lecito attendersi un naturale, quanto fisiologico, cedimento del Super Anticiclone ad opera del quotidiano “picconamento” delle correnti atlantiche.

I principali modelli matematici sono, difatti, piuttosto assenzienti circa il graduale declino del “mostro” alto pressorio: una prima “spallata” potrebbe essere favorita proprio dalla lenta flessione del flusso perturbato atlantico che, tra il 16 ed 17 dicembre, potrebbe riuscire ad interessare, seppur marginalmente, le nostre regioni Settentrionali. Volendo spingerci oltre, proprio a ridosso delle festività Natalizie, i modelli matematici spingono per un’ulteriore tentativo di smantellamento del fianco occidentale dell’Alta Pressione, attorno al 20/21 dicembre, il quale sarebbe da preludio ad un altro affondo perturbato proprio nell’imminenza del Santo Natale; eventi perturbati modesti sia ben chiaro, conditi da apporti da umidi, nubi, piogge e nevicate a quote medio-alte in particolar modo sulle regioni Settentrionali e su quelle del medio-alto versante Tirrenico, generale variabilità altrove. Insomma il classico Natale all’italiana senza, quindi, alcuna ondata di freddo all’orizzonte.

D’altronde che questa possa essere davvero la svolta allo smantellamento definitivo dell’Alta Pressione non trova, ahinoi, conferme né dagli indici teleconnettivi (AO, NAO, NAM e QBO sempre su valori positivi non promettono “nulla di buono” per chi, ovviamente, preferisce una stagione invernale decisamente più dinamica e per chi è sempre alla “ricerca” dello scambio meridiano “giusto”), né dai dati previsionali di Ensemble i quali non intravedono, nel corso dei prossimi giorni, variazioni significative a livello sinottico.