Sull’Atlantico settentrionale è appena nata la “depressione-uragano” di Natale, domani si spingerà fino alla Mediterraneo apportando un forte peggioramento con piogge, rovesci e venti intensi al centro-nord

Ecco la profonda “depressione-uragano” che è nata sull’Atlantico settentrionale

Tutto è pronto. Sopra l’Atlantico orientale, nel tratto di oceano a nord-ovest dell’Irlanda, si sta sviluppando un profondissimo ciclone extratropicale che nel corso delle prossime ore assumerà le caratteristiche di una vera e propria “depressione-uragano”, con un minimo barico al suolo pronto a sprofondare sotto la soglia dei 932 hpa (un valore da capogiro, anche se non da record per il nord Atlantico). Questo profondissimo ciclone extratropicale, come previsto, è alimentato, lungo il suo bordo più occidentale, dalla discesa di un vasto blocco di aria molto fredda, d’estrazione artico marittima, che dall’Arcipelago Artico canadese, attraverso lo Stretto di Davis e il mar del Labrador, si sta riversando sopra l’Atlantico nord-occidentale, tramite fortissimi venti da N-NO e NO, che stanno originando autentiche bufere di vento, da N-NO e NO, nel tratto a sud delle coste meridionali della Groenlandia, con raffiche che superano la soglia dei 120-130 km/h in pieno oceano. Questo blocco di aria molto fredda, per non dire gelida, rappresenta il motore di questa maestosa “depressione-uragano”, che nel corso della mattinata, transitando davanti le coste della Scozia settentrionale, presenterà un sorprendente minimo barico al suolo che toccherà un picco di appena 932-930 hpa, innescando lungo il margine più meridionale del vortice ciclonico un fortissimo “gradiente barico orizzontale” che ingloberà le Isole Britanniche, il Canale della Manica e la Francia settentrionale. Ma il profondo ciclone extratropicale sarà supportato in quota da un nucleo di vorticità, che presenterà dei massimi piuttosto elevati fra la Scozia e l’Islanda, grazie alla discesa, dall’area canadese orientale, del ramo principale del “getto polare”, il quale presentando dei massimi di velocità sopra l’Atlantico nord-occidentale imprimerà una notevole vorticità positiva alla “depressione-uragano” che presenterà una formidabile forza centrifuga al suo interno.

Durante la mattinata e il pomeriggio odierno la profonda “depressione-uragano”, traslando molto lentamente verso est, si avvicinerà con il suo profondissimo minimo barico, stimato poco sopra i 930 hpa al suolo, alle coste settentrionali della Scozia, dispiegando lungo il suo bordo più meridionale un potente “gradiente barico orizzontale”, molto compresso, che si distenderà sopra le Isole Britanniche, il Canale della Manica, la Francia settentrionale, il Belgio e l’Olanda. Questo fittissimo infittimento delle isobare prodotto da questo vastissimo ciclone extratropicale attiverà fortissimi venti, da SO e O-SO, che dal vicino Atlantico si spingeranno in direzione dell’Irlanda, Scozia, Galles e Inghilterra, dove spireranno venti burrascosi che a tratti potranno raggiungere l’intensità di tempesta. I venti più forti, che raggiungeranno l’intensità di tempesta, sferzeranno le coste dell’Irlanda occidentale, quelle dell’ovest della Scozia, del Galles e dell’Inghilterra occidentale, particolarmente esposte alla furia delle “Westerlies” che sfondano dall’Atlantico. Qui le raffiche, nel giorno della Vigilia di Natale, potranno toccare punte di oltre i 110-120 km/h, con punte sopra i 130 km/h fra il mar d’Irlanda e le isole Ebridi, dove la furia eolica si concentrerà durante la nottata di Natale.

Sul resto del territorio britannico, fra Inghilterra e Scozia orientale, come sul nord della Francia, Belgio e Olanda, il giorno della Vigilia si alzeranno forti venti burrascosi, da S-SO e SO, particolarmente impetuosi sulla Bretagna, che causeranno non pochi disagi, specie ai trasporti aeroportuali (diversi voli sono a rischio cancellazione, specie in Inghilterra), mentre venti molto forti da Sud sferzeranno tutto il mar del Nord, fino alle coste meridionali della Norvegia. L’intensa ventilazione occidentale che spazzerà l’Atlantico, caratterizzata da un ampio “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento), solleverà anche un imponente moto ondoso, con la formazione di onde di “mare vivo” molto ben formate che andranno ad infrangersi con grande impeto lungo le coste occidentali dell’Irlanda, della Scozia e dell’Inghilterra sud-occidentale, dalla Cornovaglia alle coste più meridionali del Galles, dove si produrranno intense mareggiate. Alcune di queste potranno superare anche i 7.0-8.0 metri di altezza, specie nel tratto antistante le coste occidentali irlandesi e lungo i litorali occidentali delle isole Ebridi. Ma mareggiate piuttosto intense, prodotte dai forti venti da SO che interesseranno parte dell’Atlantico francese, la Vigilia di Natale flagelleranno anche le coste della Bretagna e la Vandea, dove sarà alto il rischio di possibili inondazioni nei tratti di costa maggiormente depressi. Queste mareggiate, con onde alte anche più di 6.0-7.0 metri, causeranno anche  una forte erosione che minaccerà molti centri costieri, fra Vandea e Bretagna.

Nel giorno di Natale la profondissima depressione, riempendosi di aria gelida artico marittima, comincerà a colmarsi, occludendosi e muovendosi verso est. Spostandosi nel tratto di oceano ad est delle isole Far Oer continuerà a convogliare forti venti occidentali sulle Isole Britanniche, mentre una impetuosa ventilazione da NE sferzerà l’Islanda, con raffiche ad oltre i 100-110 km/h sulle coste settentrionali di questa, particolarmente esposte ai venti molto forti da N-NE che dal mar di Groenlandia scivolano verso lo Stretto di Danimarca. La forte ventilazione da Nord e N-NE, azionata dall’intenso “gradiente barico orizzontale” compresso fra l’Atlantico settentrionale e il Plateau groenlandese, darà luogo pure ad intense nevicate da “stau” (sbarramento orografico) lungo le coste dell’Islanda settentrionale. Ma il ramo più meridionale dell’intenso sistema frontale, annesso alla “depressione-uragano”, riuscirà, anche per merito dell’azione del “getto polare” in quota, a scivolare sulla Francia, invadendo il bacino centro-occidentale del Mediterraneo , determinando un brusco peggioramento, con piogge diffuse, fitte nevicate sulle Alpi dagli 800 metri e rovesci che dalla giornata di Natale si estenderà dalle regioni settentrionali a quelle centrali, inclusa la Sardegna.

Il sistema frontale che provocherà il brusco peggioramento di Natale

Il sistema frontale inoltre sarà preceduto da una intensa ventilazione dai quadranti meridionali, dapprima da Sud, in successiva rotazione da SO e O-SO, che oltre a rendere i mari molto mossi, fino ad agitati i bacini attorno la Sardegna, convoglierà aria molto umida verso le regioni settentrionali e la fascia prealpina e alpina, dispensando su queste precipitazioni abbondanti nelle aree sopravento (esaltate dal “forcing” orografico all’umida ventilazione meridionale), che assumeranno prevalente carattere nevoso al di sopra degli 800-900 metri, con apporti abbondanti sulle Prealpi lombarde e sui rilievi veneti. L’intensa ventilazione, da Sud e S-SO, sarà generata da un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” lungo tutto il bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo.