
E’ la Calabria la più importante area italiana di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta, per la precisione in quella fascia di costa ionica compresa tra Capo d’Armi e Capo Bruzzano, cioè dal Comune di Melito di Porto Salvo a Bianco. Qui, ogni anno, si trovano tra il 60 e l’80% di tutti i nidi deposti in Italia. Con una peculiarità: la popolazione calabrese di Caretta caretta ha una sua identità specifica che la differenzia dalla popolazione mediterranea, un patrimonio genetico diverso. Una sorta di ‘Caretta calabrese’, insomma.
Primati grazie ai quali la Calabria vince, per la prima volta, il suo primo progetto europeo Life, il progetto Life Caretta Calabria che, partito il 1 ottobre di quest’anno sarà avviato ufficialmente il 16 dicembre con il ‘Kick off meeting’ per concludersi il 31 dicembre 2017. Finanziato al 58% nell’ambito del programma Life + della direzione generale Ambiente della Comunità europea per un importo di circa 2 milioni e 900mila euro, di cui 2 milioni e 600mila erogati e il resto messo a disposizione dai partner del progetto (tra cui i Comuni di Palizzi e Brancaleone, Regione Calabria, Università della Calabria e Legambiente), il progetto darà man forte all’attività di studio e ricerca avviata dal 2000 dall’Università della Calabria.
Il progetto permetterà infatti di avviare interventi sugli habitat delle Caretta caretta (spiagge e duna), sulle problematiche causate da attività antropiche (dall’inquinamento luminoso che disorienta le tartarughe alla pulizia meccanica delle spiagge che ne minaccia i nidi), permettendo il ripristino di tratti di spiaggia degradati. Insomma, “una cosa buona per le Caretta ma anche per gli abitanti della zona perché migliorerà gli arenili e la loro gestione“, spiega all’Adnkronos Salvatore Urso, referente progetto Tarta Care.
Un progetto fondamentale, considerando che la Caretta caretta è una delle 20 specie di vertebrati più minacciate a livello nazionale e tra le più a rischio estinzione tra le specie mediterranee. “Per un’area depressa dal punto di vista socioeconomico, spesso associata ad ‘ndrangheta e povertà, il progetto rappresenta anche un’opportunità“, sottolinea Urso, e mostra il volto più bello della Calabria, quello di un ambiente ricco di biodiversità e dalla natura sorprendente sul quale però, finora, non si è investito adeguatamente, mentre altrove la presenza delle Caretta è diventato quasi un brand turistico.
Un patrimonio locale da difendere attraverso una serie di azioni tra cui la riqualificazione delle serie dunali nei settori costieri strategici per la nidificazione con incremento della vegetazione e aumento dell’estensione dei tratti di spiaggia sottoposti a opere di difesa contro l’erosione costiera; la riduzione dell’inquinamento luminoso che disorienta le Caretta caretta spingendole verso l’entroterra anziché verso il mare; la sostituzione della pulizia meccanica delle spiagge con quella manuale nelle aree di nidificazione. E poi azioni di sensibilizzazione dei cittadini e dei pescatori su un approccio rispettoso dello sfruttamento delle risorse marine.
