”Non sono il mio corpo. Sono la mia mente”. E’ il titolo, tratto da una celebre frase di Rita Levi Montalcini, del simposio che l’Ambasciata d’Italia a Washington organizza oggi, in memoria del Premio Nobel italiano, nel primo anniversario della sua scomparsa. L’evento, parte del 2013 – Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, e’ stato realizzato in collaborazione con la Georgetown University di Washington e con il network di scienziati italiani in Nord America, la Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF). In programma numerosi interventi sul tema del cambiamento sociale che la ricerca medica provochera’ nel prossimo decennio, con un dibattito cui hanno preso parte scienziati, medici, policy makers ed esperti di epistemologia. Tra questi spicca il nome di Louis Ignarro, medico farmacologo di origine italiana, Premio Nobel nel 1998 per le sue scoperte sull’ossido nitrico, la molecola segnale del sistema cardiovascolare a cui si deve, tra l’altro, l’aumento del flusso sanguigno, il miglioramento del trasporto d’ossigeno e delle capacita’ di recupero dopo intensi sforzi fisici. E’ stato Ignarro, da alcuni considerato ”il padre del Viagra”, con l’Ambasciatore d’Italia a Washington, Claudio Bisogniero, ad aprire il seminario che tra l’altro ha affrontato temi d’attualita’ come l’impatto della medicina personalizzata sull’offerta di servizi sanitari e le aree cliniche in cui, grazie alla ricerca, si attendono i progressi piu’ significativi. ”Iniziative come queste – ha sottolineato l’Ambasciatore – permettono di mettere a fuoco quei progressi medici in grado di avere un impatto significativo sulla societa”’. ”Credo non ci sia modo migliore per ricordare Rita Levi Montalcini che dedicandole un seminario in campo medico rivolto al futuro”, ha aggiunto dopo aver ricordato che il dialogo tra Italia e Stati Uniti in questo campo ”e’ di altissimo livello”. L’avvio del simposio, a un anno dalla scomparsa della grande neurologa e ricercatrice italiana, ha fornito anche l’occasione per presentare ufficialmente il nuovo istituto per la ricerca italiana nato all’interno della prestigiosa Georgetown University. Una struttura concepita per promuovere e sostenere l’avanzamento della ricerca italiana nei campi piu’ diversi che vanno dalla scienza alla tecnologia, dall’ingegneria al design. Il Georgetown University Italian Research fara’ parte del Georgetown College of Arts and Sciences con evidenti ricadute positive dal punto di vista accademico e delle risorse. La sua ”mission” include quella di servire come centro di confronto tra esperti e ricercatori tra le due sponde dell’Atlantico: favorire lo scambio di idee e progetti, incentivare l’analisi dei risultati raggiunti con nuove ricerche e metterne a fuoco gli obiettivi futuri. ”L’Istituto e’ nelle condizioni di diventare una potente cassa di risonanza che celebra i talenti italiani e i loro contributi alla ricerca a livello nazionale ed internazionale”, ha aggiunto Sara Hager, responsabile del dipartimento italiano della Georgetown University.
