Lo scenario sinottico, sull’area euro-atlantica, è dominato da un flusso principale perturbato che tende a salire temporaneamente di latitudine, a seguito di una modestissima spinta meridiana (verso nord) del robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, il quale però non riesce a stirarsi in direzione delle latitudini sub-polari, causa la presenza di un intenso “getto polare” che esce con forza dal Canada orientale, con un significativo “Jet Streak” sull’Atlantico occidentale. Pertanto la figura anticiclonica oceanica, al momento, continuerà a mantenere un assetto basso di latitudine, poiché ostacolata a nord dalla persistenza di un potente “Jet Streak”, in uscita dal Canada orientale, che viene ben alimentato dall’intenso “gradiente di geopotenziale” insistente da giorni, tra l’Artico canadese, dove insiste il “lobo” canadese del vortice polare, e gli Stati Uniti centrali, inglobati da un ampio promontorio anticiclonico che dalla West Coast si distende in direzione degli States centrali. Lungo il bordo orientale del promontorio anticiclonico delle Azzorre, ben spanciato sul medio Atlantico, persiste un flusso di aria fredda, d’estrazione sub-polare marittima, che si versa verso la Francia e la Spagna settentrionale, attraverso una sostenuta ventilazione da O-NO che penetra sull’entroterra francese, ammassando aria fredda fra il Massiccio Centrale Francese e le Alpi occidentali.
Una parte di questa massa d’aria fredda, di origini sub-polari marittime, essendo molto più densa dell’aria mite oceanica che al momento scorre sul Mediterraneo centrale, riesce ad incanalarsi lungo la stretta valle del Rodano (peraltro l’unico valico penetrabile alle masse d’aria tra il Massiccio Centrale Francese e le Alpi occidentali) per sfociare sotto forti raffiche di “Mistral” sul golfo del Leone, traboccando sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo. Tracimando seppur in parte, sul Mediterraneo centro-occidentale, dopo essersi incanalata lungo la valle del Rodano, l’aria fredda sub-polare marittima, già dalla mattinata di domani, comincerà a fluire lungo il bordo occidentale di una nuova saccatura nord oceanica, che scivolerà sul margine più orientale del robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, relegato con il proprio baricentro in mezzo all’Atlantico. L’ingresso di questa nuova saccatura nord oceanica sul bacino centro-occidentale del mar Mediterraneo, in scivolamento sul margine più orientale del robusto promontorio anticiclonico delle Azzorre, agevolerà ulteriormente la discesa dell’aria fredda sub-polare marittima tra Francia e Mediterraneo centro-occidentale, favorendo l’attivazione di un impetuoso flusso dai quadranti nord-occidentali che dalla Francia si spingerà fino al bacino centrale del Mediterraneo, rinvigorendo un fronte freddo, associato alla saccatura principale, che dalla tarda serata di domani si spingerà fra la Sardegna ed il Tirreno centro-meridionale, apportando un deciso peggioramento, con l’avvento di piogge e rovesci che avanzeranno in direzione delle coste tirreniche.
L’ingresso delle masse d’aria sempre più fredde, dal Rodano verso il mar di Corsica ed il mar di Sardegna, accentuerà il “gradiente barico orizzontale” tra la Spagna e i mari che circondano l’Italia, creando un rapido infittimento delle isobare che rafforzerà sensibilmente la ventilazione su tutti i bacini, in particolare quelli più occidentali, fra Sardegna e Sicilia. Ma il clou del maltempo entrerà di scena nella prima mattinata di venerdì 24 Gennaio, quando, grazie alla notevole spinta del promontorio anticiclonico azzorriano verso la Spagna e le coste atlantiche francesi, la massa d’aria piuttosto fredda in scorrimento sulla Francia tracimerà velocemente sul bacino centrale del mar Mediterraneo, evolvendo in una interessante ciclogenesi secondaria sottovento, impressa dalla forte avvezione di vorticità positiva indotta dalla componente nord-occidentale del flusso nella media e alta troposfera. Lo sviluppo di questa ciclogenesi, prodotta dal rapido invorticamento di aria fredda sub-polare marittima a tutte le quote, verrà supportata proprio dalla tracimazione delle masse d’aria fredde, che dalla valle del Rodano, si verseranno sul Mediterraneo centrale, attraverso l’attivazione di forti venti di maestrale che dal mar di Corsica e dal mar di Sardegna si verseranno verso il basso Tirreno, Canale di Sardegna e Canale di Sicilia, con vere e proprie burrasche, supportate dal fitto “gradiente barico orizzontale” che si verrà a determinare fra la Spagna e l’Italia. Tale squilibrio barico, fra la Spagna e l’Italia, provocherà, a sua volta, il rafforzamento della ventilazione settentrionale nei bassi strati, che dalla Francia si “canalizza” al traverso della valle del Rodano, fuoriuscendo verso il mar delle Baleari, mar di Corsica e mar di Sardegna tramite un impetuoso getto da N-NO e NO.
La maestralata che si verrà a formare, durante la mattinata di venerdì, dal golfo del Leone si propagherà molto rapidamente al mar di Corsica, mar di Sardegna, lambendo le coste occidentali dell’omonima isola. Quest’ultime, già dalla mattinata di venerdì, risentiranno di venti molto forti da O-NO e NO, che raggiungeranno picchi di 80-90 km/h, localmente anche oltre i 100 km/h sulle coste più meridionali della Sardegna. Vere e proprie bufere sferzeranno, seppur per poche ore, l’area del golfo del Leone, mar di Corsica, mar di Sardegna, propagandosi rapidamente, dal pomeriggio/sera, al Canale di Sardegna e Canale di Sicilia, dove entro il tardo pomeriggio di venerdì irromperanno le impetuose burrasche da O-NO e NO che agiteranno tali bacini. Le bufere di vento più severe però rimarranno relegate in mare aperto, ad ovest della Sardegna, fra golfo del Leone, mar e Canale di Sardegna, durante il primo pomeriggio di venerdì, quando si verificherà un maggior allineamento tra il blocco anticiclonico in pieno Atlantico e la ciclogenesi tirrenica, con un intenso “gradiente barico orizzontale” tra Italia e Spagna che imprimerà ulteriore velocità alle masse d’aria fredde pronte a valicare dal Rodano verso il Mediterraneo. Nella fase clou delle burrasche, nel tratto di mare fra le Baleari e la Sardegna si potranno misurare raffiche da N-NO e NO capaci di superare pure i 100-110 km/h.
Venti molto intensi, con raffiche fino a 80 km/h, investiranno dal pomeriggio di venerdì pure le coste algerine, coste settentrionali tunisine, Pantelleria e isole Pelagie. Durante la serata successiva, i forti venti da O-NO si propagheranno velocemente verso il Canale di Sicilia, basso Tirreno, Ionio e mar Libico, attivando delle burrasche, forza 7 Beaufort, che nella nottata, fra venerdì 24 e sabato 25, investiranno le coste della Sicilia tirrenica e quelle della bassa Calabria, con raffiche capaci di toccare ed oltrepassare i 60-70 km/h nei punti maggiormente esposti. Nella giornata di sabato, con lo spoastamento della ciclogenesi verso il basso Adriatico, una intensa ventilazione da O-NO oltre la soglia d’attenzione investirà con intensità di burrasca le Pelagie, Malta e Gozo, con raffiche fino a 60-70 km/h in mattinata pronte ad attenuarsi dalla serata successiva, divenendo sempre meno intense. Come è facile pronosticare, con l’irrompere dei forti venti di maestrale dal Rodano, entro la mattinata di venerdì il mar di Corsica e mar di Sardegna passeranno da agitati (forza 5) a molto agitati (forza 6), sollevando marosi biancheggianti di spuma, alti fino a 4.0-5.0 metri a largo della Sardegna occidentale. L’esteso “Fetch” (spazio di mare su cui soffia il vento), dal golfo del Leone fino al Canale di Sicilia, favorirà la formazione di onde di “mare vivo” ripide e molto insidiose per la navigazione marittima, pronte ad estendersi dal pomeriggio al Canale di Sardegna, Canale di Sicilia e basso Tirreno, dove il mare diverrà agitato (forza 5), con onde che supereranno i 3.0-4.0 metri di altezza.
Entro la nottata, fra venerdì e sabato, pure lo Ionio diverrà localmente agitato a largo, con onde che toccheranno i 2.5-3.0 metri di altezza a largo. Mareggiate, a tratti anche di moderata intensità, sono attese lungo le coste occidentali della Sardegna e della Sicilia, cosi come sul litorale tirrenico messinese e reggino. Il moto ondoso, piuttosto sostenuto, determinerà anche l’interruzione dei collegamenti marittimi tra Trapani e Pantelleria e fra Poto Empedocle e le isole Pelagie. Collegamenti che dovrebbero ripristinarsi non prima del weekend, non appena le acque del Canale di Sicilia si saranno calmate dopo il transito di questa forte burrasca. Da notare come gran parte delle onde prodotte dalla maestralata, in uscita dal golfo del Leone, dopo aver attraversato mar di Corsica e mar di Sardegna, tendano a spingersi verso le coste dell’Algeria orientale e del nord della Tunisia, dove nella serata di venerdì, sono attese consistenti mareggiate, specie nel tratto compreso fra Bejaia e Biserta. Il moto ondoso fra mar di Corsica e mar di Sardegna andrà a scadere già dalla tarda nottata di venerdì, mentre il Canale di Sicilia, il basso Tirreno, lo Ionio e il mar Libico continueranno a presentarsi agitati (forza 5) fino al pomeriggio di sabato, con mareggiate sui litorali occidentali di Malta e Gozo.
