Mentre le regioni settentrionali sono alle prese con le prime timide nevicate stagionali, le regioni meridionali, in particolari quelle che si affacciano sullo Ionio, si preparano a ricevere un’altra frustata sciroccale, con piogge, rovesci, ma soprattutto venti intensi e mareggiate che nel weekend potranno cagionare anche dei danni nei tratti già vulnerati dal fenomeno dell’erosione. Questa nuova ondata di maltempo verrà innescata da un temporaneo rallentamento del ramo principale del “getto polare”, sopra l’Atlantico orientale, che sta favorendo la formazione di una estesa saccatura (ondulazione ciclonica in seno alla “getto polare” che esce dal Canada orientale), che dalle Isole Britanniche, attraverso Francia e Spagna, si verserà fino all’entroterra di Marocco e Algeria occidentale. L’affondo diretto di queste lunga saccatura, oltre ad erodere il promontorio anticiclonico oceanico, che mantiene il proprio baricentro principale in mezzo all’Atlantico, con massimi di geopotenziale in quota centrati poco ad ovest delle Azzorre, al contempo, favorirà la discesa di masse d’aria piuttosto fredde, d’estrazione artico marittima, fin verso la Spagna e l’entroterra nord-africano. Una parte dell’aria fredda, artico marittima, in scivolamento sul ramo più occidentale dell’asse di saccatura, dopo aver invaso la Spagna e il mar delle Baleari, si verserà sull’entroterra desertico algerino, sospingendo l’isoterma di +0°C a 850 hpa sul Marocco settentrionale e sul nord-ovest del territorio algerino.
L’ingresso dell’aria fredda artico marittima, fin sull’entroterra nord-africano, innescherà su questo una circolazione a gomito, sottovento alla catena montuosa dell’Atlante algerino, realizzando più ad est l’attivazione di un flusso dai quadranti meridionali, di aria molto mite, di matrice sub-tropicale continentale, che dall’entroterra desertico libico convoglierà masse d’aria tiepide sul bordo orientale della saccatura. Questo flusso mite sub-tropicale continentale, oltre a spingere masse d’aria molto tiepide dall’entroterra desertico del Fezzan e della Tripolitania verso la Sicilia e i mari che circondano l’Italia, determinerà un aumento dei valori di geopotenziale su tutto il bacino orientale del Mediterraneo, grazie al supporto di masse d’aria piuttosto calde anche nella media troposfera che risaliranno in direzione della penisola italiana e dei vicini Balcani. L’aumento del geopotenziale in quota, piuttosto marcato fra Grecia, Egeo e Turchia, dato il continuo afflusso di aria calda sub-tropicale continentale anche in quota, realizzerà le condizioni ideali per la formazione di un promontorio anticiclonico sempre più robusto sul bacino orientale del Mediterraneo che si ergerà fin in direzione dei Carpazi e della Polonia meridionale con la sua “cresta”. Questo promontorio anticiclonico interciclonico, in formazione da domani sopra il settore orientale del Mediterraneo, nel corso della tarda serata/notte di domani proverà a legarsi con l’anticiclone che da diversi giorni regna sul mar Baltico, con asse esteso tra la Scandinavia e la Russia europea. Tale processo darà l’incipit per la formazione di una vasta configurazione di blocco sull’Europa orientale che riuscirà a bloccare il flusso perturbato principale che entra dall’Atlantico.
Nella giornata di venerdì l’azione combinata del “getto polare”, in entrata dall’Atlantico orientale, e del suddetto promontorio anticiclonico di blocco, che si verrà ad ergere come un muro tra il Mediterraneo orientale, la Turchia, il mar Nero, l’Ucraina e la Russia europea, agevoleranno lo “Stretching” della saccatura oceanica, mandandola velocemente in “CUT-OFF”, in isolamento attorno la Tunisia settentrionale, con un minimo barico al suolo che dovrebbe scendere poco sotto i 1000 hpa. L’isolamento di questo “CUT-OFF” a ridosso della Tunisia settentrionale, con un minimo barico poco sotto i 1000 hpa, che si posizionerà ad ovest della Sicilia, determinerà l’attivazione di un intenso flusso sciroccale che dalle coste libiche risalirà lo Ionio, con forti venti da SE, che presenteranno una moderata componente “baroclina” su tutta l’area ionica, producendo su questa una marcata destabilizzazione, con piogge, rovesci e probabili fenomeni temporaleschi che a fine giornata si porteranno verso le coste ioniche di Sicilia e Calabria. La figura ciclonica che si isolerà sul nord della Tunisia si contrapporrà al suddetto promontorio anticiclonico di blocco, presente sull’Europa orientale, determinando un notevole infittimento delle isobare sullo Ionio che dalla mattinata di venerdì agevolerà l’attivazione di intensi venti di scirocco che dalle coste della Cirenaica e del golfo della Sirte risaliranno in direzione dello Ionio, acquistando ulteriore intensità nel tratto ad est della Sicilia, con una componente prevalentemente sud-orientale in mare aperto. Questi venti, nel corso della mattinata di venerdì, causa l’inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra la Sicilia e le coste greche, all’altezza dello Ionio centrale spireranno a carattere di burrasca, forza 7-8 Beaufort, su un ampio tratto di mare, che dal golfo della Sirte si estende fino alle coste della Sicilia orientale e della Calabria ionica, sollevando un ingente moto ondoso, con marosi alti anche più di 4-5 metri in mare aperto.
Nel corso della tarda serata/notte, fra venerdì 31 e sabato 1 Febbraio, queste ondate, sollevate dai forti venti di burrasca da SE, in azione in mare aperto, si muoveranno in direzione dei litorali ionici di Sicilia e Calabria, sospingendosi su questi in ondate rifratte da E-SE che raggiungeranno la fascia costiera, con “Run-Up” alti anche più di 4.0-5.0 metri, specie fra il messinese e il reggino ionico, ed il catanzarese, dove le ondate arriveranno ben formate, data l’estensione del “Fetch” e la vicinanza delle burrasche alla costa. Si tratta, per l’appunto, di onde ben formate e molto insidiose, poiché rompendosi su tratti di costa già seriamente vulnerati dall’erosione, rischiano di causare danni anche ingenti ad abitazione, proprietà e attività commerciali. Una parte di queste ondate risaliranno l’alto Ionio, entrando sul golfo di Taranto attraverso imponenti onde di “mare vivo” da SE, alte più di 3.0-4.0 metri, ma con “Run-Up” superiori ai 5.0-6.0 metri a largo della Calabria ionica, che si dirigeranno sulla costa ionica di Basilicata e Puglia, innescando mareggiate di moderata intensità che nella mattinata di sabato flagelleranno soprattutto la costa tarantina, il leccese e la parte più meridionale del brindisino. Anche su questi tratti di costa sono inevitabili danni e soprattutto una netta accelerazione del fenomeno dell’erosione, con interi pezzi di spiagge mangiati dalla furia dei marosi da SE. Il moto ondoso solo dal pomeriggio di sabato comincerà a scadere, con una prolungata onda lunga da SE su tutto lo Ionio che solo dalla mattinata di domenica comincerà ad indebolirsi, scadendo in onde molto lunghe e sempre meno alte, da SE su Calabria e Sicilia ionica, e da S-SE fra coste ioniche della Basilicata e Salento.
