Tra lunedì pomeriggio e martedì, inoltre, avremo un netto calo termico che porterà anche la neve sull’Appennino, con accumuli a partire dai 900–1.000 metri di quota su Sardegna, Sicilia, Campania, Basilicata e Calabria, e oltre i 1.000–1.100 metri su tutti i rilievi del centro. Come emerge anche dal bollettino della protezione civile, i fenomeni più intensi interesseranno proprio le zone esposte a ovest delle aree tirreniche del centro/sud, in modo particolare tra salernitano e cosentino, dove è alto il rischio di fenomeni estremi. Intanto gli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo confermano la possibile “svolta gelida” di fine mese, con l’inizio del “clou” dell’inverno proprio in concomitanza con i giorni della merla. Dopotutto è ancora presto per capire se e quando avremo vere e proprie ondate di gelo sull’Italia, con nevicate fin in pianura o a bassa quota. Per il momento sappiamo che nei prossimi giorni le temperature crolleranno ovunque al centro/sud, e che poi nella seconda parte della settimana, tra 24 e 26 gennaio, una nuova ondata di freddo e maltempo porterà condizioni climatiche tipicamente invernali in tutto il Paese, con nevicate a quote medie e probabilmente anche in collina.
