“Vogliamo conoscere le ragioni di cio’ che e’ successo e rispondere ai tanti perche’ dei cittadini e alle loro preoccupazioni, che sono anche le nostre”. Lo ha sottolineato questa mattina l’assessore alla Difesa del suolo della Regione Emilia Romagna, Paola Gazzolo, durante la sua comunicazione in aula all’assemblea legislativa sull’alluvione che ha colpito nei giorni scorsi la Bassa modenese, gia’ duramente provata dal terremoto del 2012. “Serve inoltre riconoscere l’eccezionalita’ e l’unicita’ del sovrapporsi di due calamita’ in uno stesso territorio, per mettere in campo misure adeguate” ha continuato Gazzolo, rimarcando che “l’obiettivo a cui stiamo lavorando con determinazione e’ il risarcimento in tempi certi di tutti i danni subiti da privati, aziende, strutture e infrastrutture pubbliche”. Gia’ entro questa settimana, infatti, il Consiglio dei Ministri ricevera’ l’istruttoria completa relativa all’evento e proprio in queste ore i tecnici del Dipartimento nazionale della Protezione Civile sono attualmente sul posto per effettuare i necessari sopralluoghi.
Per individuare le esatte cause della rottura dell’argine del fiume Secchia, con decreto del presidente Vasco Errani, lo scorso 24 gennaio e’ stata istituita una commissione scientifica di cui faranno parte esperti di idraulica e geotecnica provenienti dalle Universita’ di Padova, Bologna, Ferrara e Modena-Reggio Emilia. Saranno loro, infatti, ad assicurare supporto professionale e pareri tecnici indipendenti di cui si avvarra’ il gruppo di lavoro, anch’esso costituito con decreto di Errani, per svolgere un’analisi strutturale delle arginature dei fiumi Secchia, Panaro e Canale Naviglio. Di questo gruppo fanno parte esperti regionali e tecnici delle autorita’ competenti. Intanto, ad oggi, sono scesi a 308 gli sfollati ancora ospitati nelle strutture d’accoglienza, all’inizio dell’emergenza erano rimaste fuori casa oltre 1.500 persone, delle quali circa 800 hanno ottenuto accoglienza, mentre le rimanenti hanno provveduto a sistemazioni autonome. Proseguono, invece, incessantemente ma per ora senza esito le ricerche del disperso, Giuseppe Oberdan Salvioli, l’uomo trascinato dalla corrente e scomparsa in acqua mentre prestava soccorso ad alcuni concittadini.
Ad oltre una settimana dall’esondazione, oggi i centri degli abitati di Bastiglia e di Bomporto risultano liberi dalle acque e si sta lavorando per smaltire fango e rifiuti. Risulta in sensibile diminuzione l’acqua nell’area compresa fra i comuni di Camposanto, San Felice e Finale Emilia, dove per giorni sono state in funzione idrovore e motopompe per favorire l’attivita’ del cavo Dogaro e idrovore all’impianto Santa Bianca; elevatissima e’ stata la velocita’ di scolo del Burana. Da ieri le scuole sono state tutte riaperte a Bomporto, ad eccezione della paritaria Caiumi, mentre a Bastiglia il servizio e’ regolare per la scuola d’infanzia Andersen, la primaria Mazzini e la secondaria di primo grado. Il nido, invece, e’ stato spostato presso il circolo Arci, mentre la scuola d’infanzia paritaria Santa Maria Assunta sta organizzando in autonomia l’attivita’ contattando i genitori. Chiusa ieri anche la falla sull’argine del Secchia, arrivata fino a 80 metri di estensione. Ci sono voluti piu’ di 10 mila metri cubi di pietrame e 5 mila metri cubi di terra per ripristinare la barriera del fiume e nei prossimi giorni l’intervento sara’ completato con il ripristino della difesa arginale per garantirne piena efficienza.
Quanto alle richieste di aiuto al Governo, la Giunta ha approvato una delibera con cui si propone al Ministero il finanziamento di 16 milioni per opere cantierabili a breve per la sistemazione del nodo idraulico di Modena. Ad essi si aggiungono 3 milioni richiesti con un successivo atto deliberato ieri, per un totale di 19 milioni per costruire un Piano straordinario di interventi sul nodo idraulico, immediatamente cantierabili. In attesa della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale chiesta da Errani al Governo il 20 gennaio scorso, il presidente della Regione ha dichiarato lo stato di crisi regionale per la durata di 90 giorni, assicurando ai Comuni e alla Provincia la copertura di ogni spesa necessaria per affrontare l’emergenza. Significativa la macchina dei soccorsi che si e’ mossa da subito. Dalle prime ore dell’emergenza, i Vigili del fuoco, presenti con 176 unita’ di personale al giorno con uomini provenienti da Venezia, Rovigo, Brescia, Milano e Cremona e 95 mezzi, hanno portato a termine 1.355 interventi di soccorso urgente, 1.039 salvataggi alla persona, 34 interventi di soccorso con mezzi aerei e 80 salvataggi con mezzi aerei. Al loro fianco, sono intervenuti anche 150 militari dell’Esercito attivati dalla Prefettura di Modena e ovviamente la Protezione Civile.
