Perforazioni causate da animali come volpi e tassi (con cavita’ create per le tane) e l’eccessivo carico delle precipitazioni: questa una prima ipotesi dei tenici dell’Aipo (autorita’ idraulica competente) sul cedimento dell’argine del fiume Secchia, in localita’ San Matteo, nel comune modenese di Bastiglia ‘responsabile’ di una serie di allagamenti sul territorio. La falla, segnalata ieri mattina, e’ progredita molto velocemente sino al crollo raggiungendo i 50 metri di apertura e stabilizzandosi poi, con un’erosione continua, su un’apertura di 70-80 metri. I tecnici di Aipo hanno spiegato come la rottura dell’argine sia avvenuta in un tratto di alveo rettilineo, regolarmente sottoposto a manutenzione attraverso periodici sfalci (l’ultimo intervento e’ stato concluso lo scorso 3 dicembre), pulizie del corpo arginale e gia’ interessato da verifiche post sisma senza che emergessero criticita’ di rilievo. Per superare l’emergenza, Aipo ha ritenuto necessario ‘aggredire’ il varco nell’arginatura sia a valle che a monte, procedendo con il riempimento in via provvisoria dell’apertura con l’utilizzo di pietrame. L’operazione – tutt’ora in corso e resa difficoltosa dalla conformazione stessa della sommita’ arginale – e’ stata preceduta dalla sistemazione a pista adatta al passaggio dei mezzi d’opera sia a monte che a valle della frana (per un totale di circa 500 metri), al fine del raccordo con i possibili accessi. La creazione delle piste e’ terminata ieri pomeriggio; il lavoro e’ continuato con la sistemazione delle piazzole per la posa del primo pietrame. Le attivita’ sono tutt’ora in corso. Complessivamente, il volume del materiale ritenuto necessario per concludere l’opera e’ stimato in almeno 10mila metri cubi. L’obiettivo, informa la Regione, e’ chiudere nel piu’ breve tempo possibile la breccia e garantire il progressivo tamponamento della falla entro le prossime 24 ore. A questo fine si sono potenziate le squadre sul campo, e si e’ proceduto al reperimento dei massi necessari; e’ al lavoro il gruppo operativo speciale “Movimento Terra” dei vigili del fuoco di Roma. Le precipitazioni particolarmente intense che hanno interessato l’Emilia Romagna (a partire dal 16 gennaio scorso) hanno causato altezze fino a 400 millimetri d’acqua nei bacini del Trebbia, Taro, Enza e Secchia, e fino a 300 millimetri nei bacini del Panaro e Reno. Sono seguite ondate di piena significative, costantemente monitorate dai servizi tecnici competenti.