I test nucleari compiuti decine di anni fa, in piena Guerra Fredda, fanno sentire ancora i loro effetti.
Le particelle di plutonio e cesio radioattivo sprigionate durante i test sono rimaste infatti nella stratosfera per più di 50 anni e gli esperti hanno adesso individuato il pericolo che eruzioni vulcaniche imponenti, come quella dell’Eyjafjallajökull in Islanda nel 2010, possono portare queste particelle nell`atmosfera inferiore.
Secondo quanto si legge in uno studio pubblicato da Nature Communications e condotto da un gruppo di ricercatori in Svizzera, “la maggior parte di queste particelle radioattive sono state rimosse nei primi anni successivi all’esplosione, ma delle tracce rimangono nella stratosfera e potrebbero restarci per centinaia o migliaia di anni”.
Nello studio si precisa, comunque, che il loro livello è tale da non rappresentare un rischio per la salute. “La concentrazione che abbiamo misurato è di 1.000 – 1.500 volte più alta nella stratosfera che nella troposfera”, ha sottolineato l’esperto che ha guidato la ricerca, il dottor Jose Corcho Alvarado. Ma “è importante dire che tutto ciò non è pericoloso per la popolazione”, ha aggiunto.
Ambiente, il plutonio dei test nucleari della Guerra Fredda è ancora nell’atmosfera
