Gli ultimi aggiornamenti dei modelli matematici confermano l’intensa fase di maltempo, di stampo prevalentemente autunnale, che interesserà la nostra Penisola almeno sino a domenica 2 febbraio. Ne abbiamo già ampiamente discusso sulle nostre pagine e nei nostri editoriali, ma che l’Italia dovesse fare i conti con un evento potenzialmente alluvionale proprio nei “Giorni della Merla”, noti storicamente per essere i più freddi dell’anno, è abbastanza singolare. Ancor più singolare è che, proprio nei Giorni della Merla, sulle regioni Meridionali la neve cadrà solo oltre i 2.200 metri di quota, in Sicilia addirittura oltre i 2.700 metri sull’Etna, come accade a inizio autunno, nel mese di ottobre. Ma anche sulle regioni Nord-Orientali tra domani, venerdì 31 gennaio e sabato 1° febbraio la quota neve si porterà fin verso i 1.500 metri di altitudine. Protagonista indiscusso della fase di maltempo sarà lo Scirocco, vento mite ed umido di cui, secondo un proverbio pugliese, è bene non fidarsi: “…quando lo Scirocco ride è più fesso chi l’ascolta…“. I settori maggiormente penalizzati dacodesta fase perturbata saranno quelli Nord-Orientali e Ionici, oltre alle regioni del medio-alto Tirreno. Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Calabria e Puglia ionica le regioni che potrebbero ricevere i maggiori quantitativi pluviometrici. Ma per quale motivo saranno le succitate zone a risentire di codesto impianto barico? Senza voler ingarbugliare ulteriormente le vostre menti con esposizioni eccessivamente forbite e difficilmente comprensibili, proviamo a spiegarne in maniera semplificata le dinamiche: generalmente le masse d’aria calda che provengono da luoghi desertici, nel loro graduale movimento verso le nostre regioni, sono “costrette” a scorrere al di sopra di strati d’aria progressivamente più freddi che ne impongono il sollevamento, il successivo raffreddamento e la conseguente condensazione, dando così origine ad ammassi nuvolosi accompagnati da piogge estese, in particolar modo a ridosso di quelle regioni che risentono dell’effetto Stau, termine “adottato” dal tedesco, che sta a significare ristagno. Le precipitazioni insteranno, quindi, sui versanti sopravento dei rilievi Alpini ed Appenninici, “pareti” contro le quali lo Scirocco andrà ad impattare. Qui l’aria si libererà di molta dell’umidità che contiene, sotto forma di pioggia. Per monitorare la situazione in diretta potete scorrere le nostre news in tempo reale e le pagine del nowcasting: satelliti, situazione, fulminazioni, radar e webcam. Sulla nostra pagina di facebook trovate ulteriori aggiornamenti e potete interagire con la Redazione inviando foto, segnalazioni o qualsiasi tipo di riflessione. Se volete, scriveteci e inviateci le foto anche all’indirizzo di posta elettronica, redazione@meteoweb.it.