La parola “asma” deriva dal greco antico “asthma” e signifca “respirazione penosa, faticosa”.
Ecco tutti i dettagli su questa patologia, da tipi e fattori di rischio fino alla cura, passando dai sintomi alla diagnosi.
TIPI E FATTORI DI RISCHIO: L’asma può essere: 1) di tipo intrinseco (o non allergico), che esordisce in età adulta e, tra i fattori che contribuiscono alla sua comparsa troviamo: le infezioni alle vie respiratorie, uno sforzo fisico, un repentino cambiamento di temperatura, una risata molto forte, degli odori molto intensi, gli agenti irritativi come fumo e smog, l’inalazione di sostanze chimiche come candeggina e ammoniaca.

Oltre a ciò esiste un fattore congenito consistente nell’iperattività dei bronchi; 2)di tipo estrinseco (o non allergico), che esordisce nell’infanzia e compare negli individui che presentano una particolare sensibilità (allergia) nei confronti di alcune sostanze apparentemente innocue (es, pollini, acari della polvere,funghi, polveri di legno, polveri domestiche ecc.).
SINTOMI: Tra i sintomi e i segni più comuni: l’espettorato (come conseguenza dell’ipersecrezione di muchi da parte delle ghiandole presenti nella mucosa respiratoria). Respiro sibilante, tosse (dovuta all’irritazione delle vie respiratorie, che si aggrava durante il sonno per via della posizione distesa), sensazione di respirazione difficoltosa ( dispnea), che peggiora quando si è distesi e durante il riposo notturno, senso di costrizione del torace e dolore localizzato al petto.
DIAGNOSI: Il medico effettuerà un esame fisico per escludere altre possibili condizioni, ponendo domande al paziente sui sintomi e su eventuali altri problemi di salute. Si può anche ricorrere ai test di funzionalità polmonare. In particolare: la spirometria è un test che valuta il restringimento dei bronchi, controllando quanta aria si può espirare durante un respiro profondo e in quanto tempo si riesce a farlo; la portata di punta, un misuratore del picco di flusso. Si tratta di un semplice dispositivo che misura quanto si riesce ad espirare. Tra gli ulteriori test: test alla metacolina, che prevede l’esecuzione di una spirometria basale per valutare l’assenza di ostruzione bronchiale. Vengono quindi fatte inalare dosi crescenti di metacolina e, dopo ogni inalazione, si ripete la spirometria per evidenziare eventuali variazioni del flusso respiratorio. Se il flusso si riduce del 20% rispetto al valore basale, il test è positivo e viene interrotto; test dell’ossido nitrico, che misura la quantità di ossido nitrico presente nel respiro. Se le vie respiratorie sono infiammate, i livelli di questo gas potrebbero essere superiori ai livelli normali; esami di imaging: la radiografia del torace ad alta risoluzione come la TC (tomografia computerizzata) dei polmoni e delle cavità nasali identifica eventuali anomalie strutturali o malattie (es. infezioni) che causano o aggravano i problemi respiratori, la valutazione degli eosinofili nell’espettorato, che serve ad analizzare i globuli bianchi (eosinofili) presenti nella miscela di saliva e muco (espettorato) espulsa con la tosse; test di provocazione per l’esercizio e l’asma indotto da freddo: in esso il medico misura l’ostruzione delle vie aeree prima e dopo l’esecuzione dell’attività fisica vigorosa o dopo l’inspirazione di aria fredda.