Nella ricerca costante di materiali costruttivi alternativi ed ecosostenibili, dopo legno, ferro e cemento, è la volta delle case realizzate in polistirene espanso, noto ai più come polistirolo, una sostanza chimica ottenuta tramite due possibili procedimenti: per estrusione o per stampaggio mediante vapore; tenendo presente che il primo tipo presenta caratteristiche superiori per via della sua maggiore densità e per il fatto che le celle sono più regolari e meno saldate tra loro. Proprio per questo motivo, il polistirolo è molto usato in edilizia, ad esempio per coibentare i muri esterni, per realizzare divisori tra appartamenti, per la creazione di strutture orizzontali quali solai, terrazzi, tetti… basta adottare pochi semplici accorgimenti, tipo incollare il polistirolo se necessario, con appositi prodotti, per evitare reazioni chimiche che lo potrebbero alterare o sciogliere. Tra gli esempi più noti di case-polistirolo nel mondo: le case cupola e le case fungo, progettate dal giapponese International Dome House. Si tratta di moduli prefabbricati assemblati a piacere, dai quali costruire strutture di estensione e forme diverse. Il costo del kit di costruzione si aggira tra i 20 mila e i 30 mila euro e la procedura di assemblaggio richiede una settimana di lavoro per dare forma ad un’abitazione vivibile e funzionale. Le pareti di polistirolo sono rivestite da intonaco per creare un vero effetto muratura; tutta la struttura è protetta da sostanze ritardanti di fiamma che, al contatto con il fuoco, non emettono fumi tossici; mentre gli interni possono essere suddivisi, soppalcati e arredati a piacere, per personalizzare gli ambienti, in base alle proprie esigenze.

Procedendo, la Lavander Lodge, un’abitazione originale creata da una coppia inglese dello Yorkshire, Simon e Linda Duxbury, affascinati dall’idea di costruire un’abitazione in polistirolo. Dall’esterno, essa ha l’aspetto di un bunker di cemento, ma in realtà è composta da blocchi di polistirolo montati insieme come Lego, poi riempiti con calcestruzzo. Il polistirolo riempito con cemento, coperto con lastre di cartongesso e intonaco, mantiene infatti una temperatura costante, indipendentemente dalle condizioni esterne, mentre il tetto è costruito in legno.
